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Costi politica, Di Maio a Renzi: "Ho solo 12% assenze, con nostra legge risparmi per 87mln"

24 ottobre 2016 | 13.36
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Luigi Di Maio (Foto Fotogramma)

"Non si spiega perché in realtà io ho solo il 12% di assenze, il resto ovviamente, io sono un vicepresidente della Camera, quando non voto, mi trovo o a presiedere o a svolgere un’altra serie di funzioni che mi vedono in missione". Luigi Di Maio, in un'intervista a Rtl 102.5, replica al premier Matteo Renzi.

"Questa questione delle presenze in aula -spiega Di Maio- la sta utilizzando il presidente del Consiglio per non rispondere a una domanda: oggi e domani il Movimento Cinque Stelle porta alla Camera dei deputati , in aula, una legge che dimezza lo stipendio dei Parlamentari. Cioè, quello che già fanno i parlamentari del M5S dimezzandosi l’indennità parlamentare e restituendo i rimborsi che non rendicontano, lo vogliamo applicare a tutti i Parlamentari della Repubblica".

"Il presidente del Consiglio -continua Di Maio- ha risposto 'Ma io vorrei farlo in base alle assenze, vorrei pagare in base alle assenze' e va benissimo, però si parte dalla base dello stipendio dimezzato, perché oggi già esiste una norma alla Camera e al Senato per cui se non partecipi a una giornata di voti ti tolgono 250 euro, però se il tuo stipendio base è 10.000 lordi euro più rimborsi, capirai che 250 euro che ti tagliano sono relativi. Noi vogliamo sapere dal presidente del Consiglio se domani il Partito democratico voterà oppure no per questa proposta di legge che dimezza lo stipendio dei Parlamentari poi, se lo stipendio dimezzato lo vogliamo erogare sulla base delle presenze presentino un emendamento domani in aula, una proposta di modifica, e la discuteremo tutti quanti insieme".

"Invece domani sembra ci sia la volontà del Pd di rimandare in commissione la proposta di legge, questo si traduce in 'mi tengo tutto il malloppo' e questo è inaccettabile in un Paese in cui lo stipendio medio degli italiani è molto, assai inferiore a quello dei parlamentari", conclude l'esponente del M5S.

"Io nei miei tre anni e mezzo in cui ho svolto il ruolo di deputato e vicepresidente alla Camera ho rinunciato a tutti gli stipendi aggiuntivi, a tutti i rimborsi aggiuntivi, e ho rendicontato ai cittadini, come tutti i parlamentari del Movimento Cinque Stelle, quello che spendevo. Il risultato è stato che in tre anni ho rinunciato ad oltre 200.000 euro dei miei stipendi e ho speso 40 euro ad evento per i miei eventi sul territorio, perché questa è la media, 40-45 euro", continua Di Maio.

E continua: "Con l'approvazione della nostra proposta di legge si farebbero risparmiare circa 87 milioni di euro ai cittadini. E questa cifra, comprensiva del dimezzamento delle indennità e della riduzione delle spese, che avranno l'obbligo della rendicontazione, supera di 30 milioni di euro il risparmio stimato della riforma Boschi". "Pensate che domani, con l'ok ad una semplice legge ordinaria e senza stravolgere la Costituzione in senso autoritario, si porterebbe a casa un risultato eccezionale per il Paese - sottolinea Di Maio - I parlamentari hanno una grande occasione: facciano come noi e dimostrino che hanno a cuore gli interessi degli italiani e non solo i loro, tagliandosi gli stipendi'', sottolineano. ''E' certo che, se dovessero bocciare la nostra proposta - concludono - e rimandare il testo in commissione, o fare altri giochi di palazzo, verrebbe confermato il loro grande inganno nei confronti del Paese e, cioè, che la riforma costituzionale è stata dettata al Governo dai gruppi d'investimento esteri che vogliono solo spolpare l'Italia, a danno dei diritti dei cittadini''.

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