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Coronavirus: 6,5 mln italiani pronti ad assicurarsi per prima volta su salute e lavoro/Adnkronos

14 maggio 2020 | 11.29
LETTURA: 4 minuti

Ricerca di Facile.it. Andrea Polo: "Prima polizza era vista solo come spesa, ora si cerca tutela"

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In tempo di emergenza pandemia, la preoccupazione per la salute e per il posto di lavoro a rischio spinge gli italiani a rivedere il proprio rapporto con il mondo assicurativo. Ben 6,5 milioni di persone sono pronte a sottoscrivere una polizza che prima non avevano considerato e, di queste, circa 3,8 milioni guardano ai prodotti assicurativi sulla salute e 2,4 milioni a quelli che li tutelerebbero in caso di perdita del lavoro, a conferma che la maggiore attenzione ricade proprio sui due ambiti più colpiti dal Covid-19. I dati emergono da una ricerca commissionata da Facile.it a mUp Research e Norstat e anticipata dall'Adnkronos.

"Per molti anni gli italiani hanno considerato le assicurazioni come una spesa che, se non obbligatoria come l’Rc auto, andava evitata in ogni modo", spiega all'Adnkronos il direttore della comunicazione di Facile.it, Andrea Polo. "Oggi il loro rapporto con le coperture assicurative si sta evolvendo e sono sempre più numerosi coloro i quali capiscono il valore di tutela preventiva di questi prodotti e i dati emersi dall’indagine - dice - lo confermano".

Di solito, si legge nella ricerca, in Italia un prodotto assicurativo che riguarda la perdita del lavoro era legato al mutuo casa. Oggi, a seguito della situazione di difficoltà economica generata dal lockdown, la situazione è cambiata e, ad esempio, sono molti gli italiani che devono fare i conti con un affitto da pagare e l’assenza improvvisa di fondi per farlo. La perdita del lavoro sembra essere un tema che spaventa maggiormente le fasce di età 25-34 e 45-54 anni, dove la percentuale di chi intende sottoscrivere una polizza che tuteli da questa evenienza arriva, rispettivamente, all’8,9% e al 7,6%,a fronte di una media nazionale pari al 5,5%.

1,6 mln vorrebbero sottoscriverne una specifica su Covid-19

Altro ambito per il quale molti italiani hanno manifestato la volontà di sottoscrivere in futuro una assicurazione specifica è quello della salute. Se a livello complessivo sono addirittura più di 3,8 milioni gli italiani che vogliono tutelarsi con una polizza salute o vita, oltre 1,6 milioni di individui vorrebbero sottoscrivere una copertura mirata per il Covid-19.

Nell'ambito della salute, continua Polo, "bisogna considerare due elementi. In primis il fatto che quello della salute sia un tema emotivamente molto delicato, la maggior parte di noi non ha voglia di pensare che qualcosa possa non andare nella propria salute e, quindi, cerca in qualche modo di allontanare da sé questo pensiero. In secundis, dobbiamo ricordare che in Italia abbiamo un sistema sanitario che ci offre cure gratuite, il che fa ritenere a tanti di essere sempre coperti". Tuttavia, dice ancora il direttore della comunicazione, "oggi è più chiaro a molti che sottoscrivere una polizza vita o una assicurazione salute può aiutare sia noi sia la nostra famiglia in momenti di grave difficoltà e, vista la situazione che tutti noi stiamo vivendo a causa dell’emergenza Covid, questo è diventato palese ad un numero sempre maggiore di Italiani".

Giovani più sensibili su salute, sanno di avere futuro incerto

Emerge in modo particolare come, ad essere maggiormente sensibili al tema della salute, siano i più giovani: a fronte di una media nazionale pari all’8,8%, la percentuale di chi vorrebbe sottoscrivere una polizza salute o vita sale al 10,9% nell'età compresa tra i 18 e i 24 anni e addirittura al 12,3% tra i 25 e 34 anni. Al contrario, gli over 65 sono più 'fatalisti': tra loro la percentuale di chi ha dichiarato di voler sottoscrivere una polizza che oggi non ha è inferiore al 7%.

"Purtroppo i giovani sanno di avere un futuro lavorativo, e quindi economico, più incerto rispetto a quello che è toccato ai loro genitori. Hanno anche la fortuna di essere meno ingabbiati da retaggi culturali che, vedevano nei prodotti assicurativi non una tutela, bensì una spesa", spiega ancora Polo. "Ancora una volta i dati della ricerca confermano questo elemento - spiega - e dimostrano come alle fasce più giovani della popolazione risulti chiaro il valore di 'paracadute' che può avere una copertura assicurativa di questo genere. Valore infinitamente maggiore del costo da sostenere per il premio".

"L’emergenza Covid è destinata a lasciare strascichi molto lunghi nelle vite di ciascuno di noi; ha cambiato molte delle nostre abitudini e, forse, ci ha insegnato ad essere più prudenti e a valutare con più attenzioni le opzioni che ci vengono offerte, anche in ambito assicurativo", conclude Polo.

di Mattia Repetto

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