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Covid, blu di metilene nuova arma per bloccare infiammazione: lo studio

23 gennaio 2021 | 18.01
LETTURA: 3 minuti

Giulio e Giuseppe Augusto Scigliano: "Proponiamo di testarlo in fase precoce infezione"

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(AFP)
(Adnkronos)

Una nuova arma contro Covid-19 al vaglio della ricerca. Si tratta del "blu di metilene, un vecchio farmaco utilizzato per le infezioni delle vie urinarie, il trattamento della malaria e della metaemoglobinemia. Viene inoltre usato come antidoto in alcuni tipi di avvelenamento. Entrando nel tecnico, è in grado di bloccare alla fonte la produzione di tutte e tre le categorie di sostanze responsabili della" pericolosa "reazione iperinfiammatoria", spiegano il neurologo Giulio Scigliano e il fratello Giuseppe Augusto Scigliano, dentista, che hanno pubblicato su 'ScienceDirect' un lavoro sugli effetti del blu di metilene nel trattamento di Covid-19.

Lo studio, di cui parla oggi il Giornale.it, riguarda ancora un piccolo numero di pazienti. I fratelli Scigliano tracciano, intanto, la strada: "Proponiamo di testare il blu di metilene per contrastare la sindrome da distress respiratorio acuto correlato a Covid, in particolare suggeriamo di testarlo precocemente nelle infezioni da Covid per prevenire la reazione iperinfiammatoria responsabile delle gravi complicanze della malattia", scrivono.

"Alcuni pazienti - spiegano - sviluppano una polmonite interstiziale bilaterale che si trascina per diverse settimane per poi evolvere a guarigione con postumi permanenti più o meno gravi, ma in alcuni di questi le condizioni cliniche peggiorano rapidamente in modo drammatico, già in sesta-settima giornata, con la comparsa di insufficienza respiratoria e danno multi-organo, vale a dire cardiaco, epatico, renale, e cerebrale". E' questo il quadro di Covid-19 che fa paura. Per Scigliano, "è singolare il fatto che questo precipitare degli eventi si verifichi quando la carica virale è già diminuita considerevolmente. Come è possibile che man mano che il virus tende a scomparire i sintomi peggiorino anziché migliorare? Evidentemente sono entrati in gioco altri fattori".

"Si tratta - proseguono Giulio e Giuseppe Augusto Scigliano, che su questo tema hanno creato il sito 'CoronaBlu' - di una reazione infiammatoria violenta, non proporzionata alla finalità di eliminazione del virus, sostenuta da quella che gli esperti in materia chiamano 'tempesta citochinica'. L’aumento incontrollato delle citochine pro-infiammatorie, non più bilanciato dalle citochine antinfiammatorie, può causare danno agli organi. Il tessuto più duramente colpito, oltre alle cellule degli alveoli polmonari, è l’endotelio vascolare, cioè il sottile strato di cellule che riveste la parete interna dei vasi. Quando è danneggiato si sviluppano coaguli che hanno una finalità riparativa, ma che spesso occludono il vaso (trombosi)". Così al danno diretto provocato dal virus e dalle citochine "si somma il danno ischemico provocato dai trombi a livello cardiaco, cerebrale".

Per i fratelli Scigliano, "a giudicare dal numero di decessi, o dei guariti con gravi danni residui di cui pochi parlano, l'approccio terapeutico" finora utilizzato contro Covid-19 "non ha fornito i risultati sperati, oltre al problema non secondario dei costi elevati e dei frequenti ed a volte gravi effetti collaterali. Gli antivirali (Remdesivir, per esempio), ammesso che funzionino, possono funzionare solo nelle prime fasi di malattia, quando la carica virale è elevata e il paziente sta relativamente bene perché non è ancora iniziata la fase infiammatoria", ma "vengono invece somministrati a pazienti ospedalizzati, cioè già gravi, ed è troppo tardi".

"A nostra conoscenza, ma accettiamo volentieri il contraddittorio, esiste una sola sostanza capace di inibire efficacemente la produzione di radicali liberi e l’innesco della tempesta citochinica", scrivono riferendosi al blu di metilene, che non solo loro stanno indagando. "Recenti studi in provetta hanno inoltre dimostrato che il blu di metilene ha una potente azione antivirale, rendendolo idoneo a contrastare sia la fase virale che quella infiammatoria della malattia". Senza dimenticare, evidenziano, che "è ben tollerato e provoca come unico effetto collaterale la reversibile colorazione bluastra delle urine. Presenta pochissime controindicazioni, può quindi essere utilizzato per infusione venosa nei pazienti-Covid in terapia intensiva". Non solo. "Se assunto per bocca ai primi sintomi di Covid-19, oltre all’azione antivirale, è probabilmente in grado di prevenire la reazione infiammatoria e ridurre questa malattia al rango di semplice influenza", sostengono.

Il prodotto "va preparato dal farmacista, il costo di un ciclo di terapia con blu di metilene è di circa 8 euro per ogni paziente. E potrebbe dimezzarsi se venisse preparato su vasta scala. Considerato l’enorme giro di denaro che è stato messo in moto dalla pandemia e gli enormi interessi in gioco, questa proposta terapeutica dal costo irrisorio difficilmente verrà presa in considerazione, anche se il razionale a supporto del suo utilizzo è molto più robusto rispetto a quello che ha indotto gli orientamenti terapeutici attuali", chiosano Giulio e Giuseppe Augusto Scigliano.

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