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Covid, bozza decreto: deroghe regioni solo se più restrittive

06 ottobre 2020 | 16.37
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Per allargare le maglie serve il via libera del Cts

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Le Regioni potranno intervenire con misure ad hoc per fronteggiare l'emergenza Covid-19 ma solo se introdurranno giri di vite ulteriori, ovvero norme più restrittive. Per allargare le maglie delle misure, sarà invece necessario il via libera del Comitato tecnico scientifico. E' quanto prevede la bozza del decreto legge che proroga lo stato di emergenza al 31 gennaio, che avrebbe dovuto approdare in Cdm questa sera ma che, con ogni probabilità, verrà discusso solo domani, dopo l'incidente alla Camera sul numero legale sulle risoluzioni alle comunicazioni del ministro della Salute Roberto Speranza.

Rispetto al "decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n.74", le parole "ampliative o restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2", ovvero alle misure valide sull'intero territorio nazionale, "sono sostituite dalle seguenti: "restrittive rispetto a quelle disposte ai sensi del medesimo articolo 2, ovvero, nei soli casi previsti dai citati decreti e previo parere conforme del comitato tecnico-scientifico, anche ampliative".

Nel dl è anche contenuto l'obbligo di indossare mascherine all'aperto: possono essere sfilate solo se si è all'aria aperta con conviventi. E' infatti messo nero su bianco l'"obbligo di avere sempre con sé, al di fuori della propria abitazione, dispositivi di protezione individuale, con possibilità di prevederne l’obbligatorietà dell’utilizzo anche all’aperto allorché si sia in prossimità di altre persone non conviventi, e comunque con salvezza dei protocolli anti-contagio previsti per specifiche attività economiche e produttive, nonché delle linee guida per il consumo di cibi e bevande, restando esclusi dai detti obblighi: i soggetti che stanno svolgendo attività sportiva o motoria; i bambini di età inferiore ai sei anni; i soggetti con patologie o disabilità incompatibili con l’uso della mascherina, nonché coloro che per interagire con i predetti versino nella stessa incompatibilità".

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