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Covid, chef La Mantia: "Al fianco di chi protesta, ci stanno distruggendo"

15 gennaio 2021 | 12.01
LETTURA: 2 minuti

"Anch'io costretto a chiudere, trent'anni di sogni e fatica buttati al vento"

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Roma, 15 gen. (Adnkronos)

di Ilaria Floris

"Sono totalmente al fianco di chi protesta oggi. E' l'ultima spiaggia, l'unica arma per protestare contro chi ci sta distruggendo. Siamo talmente stravolti, insicuri e talmente arrabbiati che ci sono delle situazioni che io penso che non riesci più a controllare, perché sei disperato". E' l'accorato sfogo dello chef Filippo La Mantia, che commenta così con l'Adnkronos la protesta odierna dei ristoratori. "Non sono contro la legge -spiega il noto cuoco siciliano- ma mi rendo conto che il messaggio è enorme, e va assolutamente dato. Io devo pagare i fornitori, l’affitto, siamo chiusi da non so quanto tempo ed è una situazione per la quale non si può più andare avanti".

"Anche se credo che purtroppo la gente non andrà in ristorante, anche se lo troverà aperto, è un fatto simbolico, una protesta forte verso quello che il governo sta facendo -sottolinea La Mantia- Ci sono stati ristoratori a cui non è stato riconosciuto tutto quello che avevano fatto per adeguarsi alle normative. È stato messo tutto dentro tutto un unico secchio. Ci sono strutture che avevano preso tutte le accortezze, è profondamente ingiusto. Non ci riprenderemo più da questa cosa".

La Mantia spiega poi la sua situazione personale, rivelando di trovarsi anche lui in grande difficoltà. "Io stesso sto facendo un trasloco, è da due mesi e mezzo che mi sono dovuto fermare". Un dispiacere ed una preoccupazione non solo per lui, ma anche per i ragazzi che lavorano insieme a lui. "E' un disastro anche a carattere emotivo, non solo economico. Vedere ogni giorno questi ragazzi che mi stanno accanto, energia sprecata, posti di lavoro buttati all’angolo, spazzati via. Buttati 25 anni di lavoro quotidiano, di sogni, di visioni. Io ne faccio una malattia, sono profondamente dispiaciuto e preoccupato".

Sui progetti personali futuri, c'è molta nebbia. "Per ora non ho nessuna tipologia di programma, mi devo solo liberare di questo posto, riposizionarmi mentalmente. E poi cercare di capire dove andare, dove aprire, e soprattutto quando. Le date che uno sogna potrebbe essere settembre ottobre, ma chi lo sa? Non si riesce a controllare la situazione", dice La Mantia.

Il cuoco poi attacca: "Domenica scorsa all’Oviesse erano non strapieni, di più! Possibile che non si capisca la differenza con un ristorante che fa rispettare i distanziamenti e un mercato dove sono tutti ammassati? Ora pure la crisi di governo...ma stiamo scherzando? Di questo passo non ci riprendiamo più. Un motivo ulteriore perché la protesta di oggi mandi un segnale forte", conclude.

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