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Covid, Colaiacovo (Confindustria Alberghi): "bene ordinanza Speranza ma capire effettiva portata"

23 febbraio 2022 | 14.16
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"Ma i venti di guerra che provengono dalla crisi Russia-Ucraina ostacolano ripresa turismo, siamo alla finestra"

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Maria Carmela Colaiacovo, presidente Confindustria Alberghi

"Accogliamo con grande favore l'ordinanza perché rappresenta una riapertura per il turismo ed entra in vigore dal 1 marzo, quindi prima della fine dello stato di emergenza". E' quanto afferma Maria Carmela Colaiacovo, presidente dell'associazione Italiana Confindustria Alberghi parlando con l'Adnkronos, in merito al nuovo provvedimento emanato dal ministro della Salute Roberto Speranza che prevede per gli arrivi da tutti i Paesi extraeuropei le stesse regole già vigenti per chi entra in Italia dalla Ue e quindi nessuna quarantena e il green pass base, quindi un certificato di vaccinazione, o un certificato di guarigione dal covid o un test negativo.

"L'ordinanza è importante perché sgombra il campo da una possibile confusione sulla destinazione Italia che era il pericolo più grande a cui potevamo andare incontro nel periodo in cui si programmano le vacanze, infatti l'incertezza o la mancanza di informazioni avrebbe messo a rischio gli arrivi sia dai paesi europei che extraeuropei". Tuttavia, aggiunge Colaiacovo in rappresentanza degli albergatori italiani, "bisogna capire l'effettiva portata del provvedimento".

Colaiacovo auspica naturalmente un ritorno del turismo internazionale che prima della pandemia, nel 2019, ha visto dalla Ue oltre 24,5 milioni di arrivi di turisti con 82 milioni presenze (pernottamenti), ed extra Ue 23 milioni di arrivi e 58,3 milioni di presenze (dati Istat). Tuttavia il numero uno di Confindustria Alberghi è preoccupata per i "venti di guerra" che provengono dalla crisi Russia-Ucraina. "Per la riorganizzazione del turismo internazionale anche con i venti di guerra che abbiamo bisogna aspettare, sicuramente ripartirà ma bisogna vedere anche come risponderà il mercato americano. Il mondo è completamente cambiato e chissà quando ripartirà anche il mercato asiatico" osserva Colaiacovo.

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