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Covid, con variante Omicron fine pandemia? Cosa dicono Andreoni e Bassetti

24 gennaio 2022 | 12.11
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Kluge (Oms) in una nota: "Pandemia non è finita ma nuova fase, presto per abbassare la guardia"

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(Fotogramma)

"L'Oms parla con troppe voci e discordanti. La settimana scorsa annunciava l'arrivo di varianti letali e oggi invece parla di fine della pandemia con Omicron. Credo che abbia perso un po' di credibilità e fiducia agli occhi dei cittadini. Questa pandemia gli ha fatto molto male". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di malattie infettive all'ospedale San Martino di Genova, commenta quanto affermato dal direttore generale dell’Oms per l’Europa, il quale ha detto che è "plausibile" che con la variante Omicron l’Europa "si stia avviando alla fine della pandemia". "Comunque quello detto dall'Oms Europa lo dicono un po' tutti i ricercatori", aggiunge l'infettivologo. Oggi sulla questione il direttore dell'Oms Europa, Hans Henri Kluge, è tornato con una nota.

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"I numeri sono evidenti: tra le persone ieri ricoverate in terapia intensiva e quelle di 10 giorni fa c'è una stabilità. Siamo in una fase in cui non c'è stato un incremento degli accessi in rianimazione e questo oggi deve essere, insieme al dato delle aree mediche, l'indicatore più importante. Siamo arrivati al picco e questa settimana speriamo di scendere anche con i ricoveri, ma ci vuole un po' di tempo per dimettere una persona come ci vorrà tempo per vedere un calo dei decessi" dice Bassetti. L'infettivologo genovese aggiunge poi che "la comunità scientifica è concorde nel dire che si sta andando verso fine della pandemia e per questo credo che vada cambiata la strategia, non possiamo usare le stesse norme e procedure di un anno fa".

"Fare previsioni con un virus così variabile è sempre molto complicato. Credo che quello dell'Oms sia solo un auspicio ma, oggi, non ci sono elementi sufficienti per dire che con Omicron è arrivata la fine della pandemia. Tutta questa sicurezza potremmo averla tra un po'" afferma Massimo Andreoni, primario di infettivologia al Policlinico Tor Vergata di Roma e direttore scientifico della Società italiana di malattie infettive e tropicali (Simit).

"Certamente la variante Omicron ci sta facendo avvicinare molto a quelle che sono le caratteristiche di un virus circolante in una fase endemica - osserva Andreoni - e anche l'immunità che si sta raggiungendo con i vaccini e i guariti è indicativa di una endemia". Secondo l'infettivologo "questo elemento non ci porta molte garanzie sul fatto che non si possa affacciare un'altra variante con caratteristiche che rendano i vaccini meno efficaci", avverte.

"La dose booster deve essere fatta anche dai più giovani che hanno fatto le due dosi e non solo dagli anziani e dai fragili - sottolinea Andreoni - I dati sul richiamo ci testimoniano l'efficacia del booster contro Omicron perché evita le ospedalizzazioni e le malattie gravi ma è molto contagiosa. Lo vedo da quello che avviene in ospedale, Omicron è meno patogena di Delta ma se non hai fatto il booster riesce a insinuarsi e in molti soggetti, magari con patologie pregresse, può creare dei problemi".

Nella nota di oggi il direttore dell'Oms Europa, Hans Henri Kluge, spiega che la pandemia di Covid-19 "è tutt'altro che finita" ma "due anni dopo potremmo entrare in una nuova fase con una plausibile speranza di stabilizzazione, ma è troppo presto per abbassare la guardia".

E, sostenendo di non poter ancora parlare di fine della pandemia, aggiunge: "Spero possiamo porre fine alla fase di emergenza nel 2022 e affrontare altre minacce per la salute che richiedono urgentemente la nostra attenzione. Gli arretrati e le liste di attesa sono aumentati - afferma riferendosi appunto alle prestazioni assistenziali per malattie diverse dal Covid - i servizi sanitari essenziali sono stati interrotti e i piani e i preparativi per gli stress e gli shock sanitari legati al clima sono stati sospesi in tutta la Regione".

"Questa pandemia come tutte le altre finirà, ma è troppo presto per rilassarsi. E' quasi scontato che nuove varianti emergeranno e ritorneranno, con milioni di infezioni che si verificano nel mondo e che si verificheranno nelle prossime settimane e con il calo dell'immunità e la stagionalità invernale. Ma con una forte sorveglianza e monitoraggio di queste nuove varianti; un'elevata diffusione della vaccinazione e delle terze dosi e un accesso equo e a costi abbordabili agli antivirali; e ancora con test mirati, la protezione dei gruppi ad alto rischio con mascherine di alta qualità e il distanziamento fisico se e quando appare una nuova variante, io credo che una nuova ondata potrebbe non richiedere più il ritorno ai lockdown totali per tutta la popolazione dell'era della pandemia, o a misure simili" spiega il direttore regionale dell'Organizzazione mondiale della sanità per l'Europa.

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