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Covid, Di Lorenzo (Irbm): "Produrre vaccino complicato, può servire anche 1 anno"

23 febbraio 2021 | 16.12
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L'esperto sulla possibilità di aumentare le dosi, producendoli anche in Italia

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Immagine di repertorio (Afp)
(Adnkronos)

Produrre un vaccino "è parecchio complicato. Quando sento dire 'facciamo di corsa', penso sia un esercizio di buona volontà, ma dal punto di vista pratico servono tanti mesi, per non dire un anno e più". Cosi Piero Di Lorenzo, presidente e amministratore delegato di Irbm Pomezia, ospite di 'Timeline' su Sky Tg24, sulla possibilità di aumentare le dosi di vaccini contro Covid-19, producendoli anche in Italia.

"Per mettere in piedi un laboratorio, soltanto dal punto di vista delle apparecchiature - spiega Di Lorenzo - mediamente servono 6-7, anche 10 mesi, fino a un anno, perché le apparecchiature non si comprano al supermercato. Vanno ordinate e poi vengono costruite e mediamente consegnate a 6 mesi. Si supera abbondantemente un anno. E' necessario poi un periodo di training che dura mediamente 3-4 mesi (un mese a lotto), oltre a un team di ricercatori che abbia già le competenze per portare avanti un laboratorio Gmp, come si chiama in gergo, nel quale vengono prodotti i vaccini". Arrivare al prodotto finale, dunque, "presuppone una tecnica di laboratorio complessa e delicata, ai fini soprattutto della sicurezza", sottolinea.

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