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Covid, Draghi: "Pandemia non è finita"

25 giugno 2021 | 13.23
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Il premier: "Non ne siamo fuori"

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- (Afp)

"La pandemia non è finita, non ne siamo fuori". Il premier Mario Draghi si esprime così in videoconferenza stampa a Bruxelles. Il rischio è rappresentato in particolare dalla variante Delta. "Dobbiamo sequenziare di più. Bisogna tenere alta pressione su tamponi, continuiamo a farli", prosegue il presidente del Consiglio. "Se pensate che il Regno Unito qualche settimana fa aveva un numero di casi più o meno pari a quello della Francia di oggi, oggi sono venti volte tanto", le parole di Draghi, al termine del Consiglio Europeo, in videoconferenza. "La pandemia va ancora affrontata con determinazione, con attenzione, con vigilanza".

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L'Ema, l'Agenzia Europea dei Medicinali, va "riformata" secondo Draghi, anche perché nell'ultimo anno "abbiamo visto una notevole confusione" in materia di vaccini anti-Covid. Durante il summit, dice Draghi, "abbiamo passato in rassegna quelli che sono stati i punti di incertezza negli ultimi mesi. La conclusione è stata che occorre un rinforzo e, forse, anche una riforma dell'Ema". E in quale direzione andrebbe riformata? "E' presto per dirlo - risponde Draghi - ma ho sollevato io stesso il tema. C'è stata una certa convergenza: è un aspetto molto complesso".

"Ma certamente - continua - l'ultimo anno ha visto una certa difformità di pronunciamenti tra l'Ema e le autorità nazionali, esitazioni, anche dovute al fatto che era una situazione in cui tutti apprendevamo in corso d'opera, in parte dovuta ad una sperimentazione del vaccino estremamente rapida. Però si è vista una notevole confusione. D'altra parte credo che l'Ema debba essere rafforzata, per esercitare i poteri che le spettano e che sono simili a quelli che esercitano le agenzie di altri Paesi".

Ma non c'è solo il Covid nelle parole del premier. Sull'Unione bancaria tra i Paesi europei "non c'è stato accordo e, tutto sommato, è meglio che non ci sia, se l'accordo deve essere su termini per noi non accettabili", sottolinea, e aggiunge che in ogni caso "non siamo solo noi: non si sono trovate le necessarie convergenze sui vari aspetti dell'Unione bancaria. Da un lato l'assicurazione sui depositi, dall'altro i vincoli che si vogliono mettere sui portafogli bancari investiti in titoli di Stato. Ci sono anche altri aspetti di disaccordo, credo".

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