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Covid e genitori separati, Gassani (Ami): "Prevedere obbligo tampone per visite ai figli"

22 gennaio 2021 | 16.54
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(Fotogramma)

"Il Dpcm dovrebbe prevedere l'obbligo del tampone per genitori e figli. Una 'conditio sine qua non' per poter andare a trovare i propri ragazzi" in un'altra regione o comune. E' quanto sostiene il presidente dell'Ami, l'avvocato Gian Ettore Gassani, commentando, in un'intervista all'Adnkronos, le norme contenute nell'ultimo Dpcm riguardo agli spostamenti dei genitori separati o divorziati nelle zone gialle, arancioni e rosse per raggiungere i figli. Secondo l'avvocato il Dpcm "dovrebbe essere più articolato" e "data la gravità emergenziale della situazione, dovrebbe prevedere, ogni volta che un genitore si appresta ad andare a prendere il figlio, tamponi rapidi per entrambi. Altrimenti non se ne esce più. Stabilire inoltre in quale luogo il figlio venga condotto, con chi starà".

All'incirca sono 800.000 i figli in affidamento condiviso in Italia e la questione degli spostamenti "è molto delicata". "I vari Dpcm che si sono susseguiti hanno sempre confermato la possibilità dei genitori non collocatari di poter fare visita anche fuori regione ai figli. Tutto questo però ha creato una serie di divisioni tra gli addetti ai lavori: i giudici spesso e volentieri, con provvedimenti d'urgenza, hanno superato il Dpcm vietando la possibilità al padre o alla madre di poter andare a fare visita ai figli data la distanza, data le questioni logistiche che avrebbero determinato il trasferimento", spiega Gassani.

Nel corso dell'emergenza sanitaria, sul piatto della bilancia sono stati posti "il diritto prestabilito dall'art. 30 della Costituzione, il diritto alla bigenitorialità, a mantenere rapporti costanti e significativi con i figli e il diritto alla salute. Ancora una volta il Governo ha deciso di far prevalere il diritto alla famiglia, agli affetti, rispetto al quello della salute. Una buona parte dei genitori che vivono fuori regione, già precedentemente, per senso di responsabilità hanno rinunciato ad incontrare i figli, perché obiettivamente pericoloso, ripiegando su Skype o simili".

Secondo il presidente dell'Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani "è indubbiamente fondamentale che i minori mantengano rapporti con entrambi i genitori, specie in questa fase così difficile di isolamento causa Covid". E', del resto, documentato il disagio psicologico che stanno subendo i nostri ragazzi con il Coronavirus, quindi non è certo opportuno "perdere un punto di riferimento come un genitore", sottolinea Gassani che, in linea di principio, condivide il provvedimento. Tuttavia, suggerisce l'avvocato ai genitori, "c'è una norma mai scritta che si chiama 'buon senso' che andrebbe applicata di volta in volta. Faccio un esempio: se un padre convive con genitori anziani, i più esposti al Covid, è bene non portare il proprio figlio in casa".

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