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Covid Italia, appello scienziati: "Governo cambi linea o terza ondata devastante"

11 dicembre 2020 | 14.07
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"La terza ondata dell'epidemia" di Covid-19, "se il governo non cambierà protocollo, rischia di essere ancora più devastante. Il contenimento domiciliare e il distanziamento non bastano. Lo dimostra il numero dei morti, in Italia 6 volte più alto della media mondiale". Ne sono convinti gli oltre 250 accademici di diverse discipline che fanno parte di Lettera150. L'analisi del think tank chiama in causa uno studio condotto da una rete di ricercatori di diversi enti, di cui diffonde i risultati.

Si tratta di un lavoro di esperti di Cnr, Infn, Scuola del Farmaco di Camerino, Centro Ricmass di Roma che, guidati da Antonio Bianconi e Giampietro Ravagnan, già avevano affrontato la questione e hanno analizzato e verificato con uno studio comparativo e statistico gli effetti della applicazione del protocollo chiamato Lft (lockdown, case finding, mobile tracing) messo a punto in Corea del Sud e poi replicato in diversi Paesi dell'Asia orientale e dell'Oceania: test molecolari di massa, uso delle nuove tecnologie per il tracciamento dei contagiati, integrate dai Covid Hotel dove 'confinare' le persone positive conviventi. In Italia si è applicato invece il protocollo messo a punto dall'Imperial College di Londra chiamato Lsg (Lockdown Stop and Go) che contempla essenzialmente il contenimento domiciliare e il distanziamento sociale.

Nella ricerca conclusa a fine novembre, di cui Lettera150 dà conto, i ricercatori dimostrano che" la scelta fatta dall'Italia di adottare il protocollo di lockdown puro e semplice ha prodotto dal 21 febbraio al 7 di ottobre 594 morti per milione di abitanti, cioè 6 volte di più della media mondiale e 74 volte di più che in Corea. In tutti i Paesi che hanno adottato il protocollo Lft il numero di morti per milione di abitanti è stato invece 10 volte inferiore all'Italia.

"La terza ondata, senza cambiare protocollo, rischia di essere ancora più devastante, lockdown e distanziamento da soli non bastano", commenta Giuseppe Valditara, coordinatore di Lettera150.

Già ai primi di marzo, ricordano gli esperti del think tank, i biofisici del gruppo individuarono una legge matematica di evoluzione dell'epidemia che prevedeva per l'Italia con il protocollo Lsg una durata della prima ondata "superiore di 2-3 mesi" rispetto ai Paesi che avevano sposato il modello coreano. "Di questo - dicono gli esperti di Lettera150 -informarono, senza esito, la presidenza del Consiglio dei ministri e il ministro della Salute. Quelle previsioni si sono puntualmente realizzate".

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