cerca CERCA
Martedì 26 Gennaio 2021
Aggiornato: 23:42

Coronavirus: Zini (Assindatcolf), 'nessuna paura, assistenti familiari al lavoro nelle famiglie'

26 novembre 2020 | 17.41
LETTURA: 2 minuti

Il presidente dell'Associazione dei datori di lavoro domestico: "Centrali dpi e distanziamento sociale"

alternate text
Roma, 26 nov. (Labitalia)

"Dobbiamo fare una premessa. Rispetto a marzo, aprile e maggio, c'è più consapevolezza su come affrontare il virus. E anche nelle zone cosiddette 'rosse' non c'è una chiusura totale delle aziende come avvenuto nella primavera scorsa. E questo sta influendo anche sugli assistenti familiari: colf, badanti e babysitter stanno lavorando tranquillamente nelle famiglie, utilizzando naturalmente tutte le misure del distanziamento sociale e dei dpi, specie nelle case in cui ci sono anziani, malati e bambini, e cioè soggetti più rischio per il virus. Nei lavoratori e nelle famiglie non c'è più paura come nella primavera scorsa". Così Andrea Zini, presidente di Assindatcolf, l'Associazione nazionale dei datori di lavoro domestico, intervistato da Adnkronos/Labitalia, su come la seconda ondata da Covid-19 sta influendo sul lavoro degli assistenti familiari nel nostro Paese.

Naturalmente, sottolinea Zini, "gli assistenti familiari continuano a lavorare nelle famiglie, se non ci sono problemi economici delle stesse, dovuti sempre all'emergenza: in quel caso, le famiglie decidono di non avvalersi più del loro contributo". "Si tratta sia di piccoli imprenditori, ma anche di dipendenti di imprese che si trovano in cassa integrazione e che proprio per questo non possono permettersi un'assistente familiare e in più, essendo in cig, hanno anche più tempo a disposizione da dedicare alle attività che vengono solitamente svolte dagli assistenti familiari", spiega ancora Zini.

E per venire incontro, prosegue, "a questi assistenti familiari che operano in famiglie che non possono più permettersi economicamente i loro servizi, abbiamo chiesto l'erogazione della cassa in deroga". "Si tratta comunque di un numero residuale e non della situazione della primavera scorsa quando tantissimi assistenti familiari si ritrovarono senza lavoro e dovettero chiedere il contributo dallo Stato", sottolinea Zini. E dal presidente dell'associazione di categoria arriva un altro appello alle istituzioni. "Stiamo sollecitando i decisori politici a tutti i livelli, Parlamento, governo e Regioni affinché anche agli assistenti familiari, cioè colf, badanti e anche babysitter, di persone non autosufficienti sia dedicato nei prossimi mesi un piano vaccini anti Covid-19. Perchè se è vero che è previsto il vaccino per il personale sanitario e anche per gli operatori delle Rsa, allora è necessario garantirlo anche agli assistenti familiari che operano con le persone non autosufficienti", conclude Zini.

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
L´ informazione continua con la newsletter

Vuoi restare informato? Iscriviti a e-news, la newsletter di Adnkronos inviata ogni giorno, dal lunedì al venerdì, con le più importanti notizie della giornata

Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza