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Covid Italia, sempre più morti tra i medici: sono 319

16 febbraio 2021 | 15.45
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Tra le ultime vittime: Giuseppe Basso, direttore dell'Oncoematologia pediatrica di Padova e il gastroenterologo Carlo De Luca

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(Fotogramma)

Si allunga quotidianamente la lista dei medici morti per Covid-19 in Italia. Salgono a 319 le vittime della pandemia.

Gli ultimi 'caduti' ricordati dalla Federazione nazionale Ordini dei medici chirurghi e odontoiatri sono Giuseppe Basso, già direttore dell'Oncoematologia pediatrica di Padova, e Carlo De Luca gastroenterologo di Tivoli (Roma).

Basso, scomparso all'indomani della Giornata mondiale contro il cancro infantile dopo una vita passata a combatterlo, è stato ricordato oggi dalla Regione Veneto e dall'università di Padova. "Il Covid ci ha portato via la stella cometa delle cure per i bambini malati di tumore - ha dichiarato il governatore Luca Zaia - Con Giuseppe Basso la sanità veneta perde non solo un grande clinico, ma anche una persona incomparabile per le qualità sul piano umano, che ho avuto la fortuna di conoscere molto bene".

Classe 1948, Basso fondò la Scuola di Oncoematologia pediatrica a Padova e in Italia, sottolineano dall'ateneo patavino che riporta lo stralcio di un'intervista rilasciata dall'esperto nel 2018: "Oggi - affermava - più dell'85% dei bambini che si ammalano di tumore diventeranno grandi, avranno una vita normale, potranno avere dei figli e ricordare come un episodio passato il fatto di aver avuto un tumore. A Padova abbiamo fatto uno sforzo organizzativo e finanziario per poter essere centro di riferimento per tutta Italia e garantiamo quello che è il top della diagnostica mondiale. Abbiamo reso l'Italia uguale: ogni bambino che si ammala avrà la diagnosi nel medesimo tempo e la stessa possibilità di cura, sia che provenga da un grande centro o da una zona periferica del nostro Paese".

"Scienziato di valore e medico appassionato - lo ha descritto il rettore di Padova, Rosario Rizzuto - il professor Basso con competenza e determinazione ha applicato i progressi della scienza alla cura dei giovanissimi pazienti, che nei momenti difficili della malattia in lui hanno trovato le terapie più efficaci e un sorriso amico. Intelligente, critico, ironico, mai banale, di lui ricordo tante discussioni accese, animate dalla comune passione per la scienza e da una profonda stima reciproca. Mancherà a tutti noi".

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