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Covid, Locatelli: "Verso calo contagi, ma Omicron non è raffreddore"

16 gennaio 2022 | 21.51
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"Ci sono segnali relativi ad una netta decelerazione"

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"Ci sono segnali relativi ad una netta decelerazione, nei prossimi giorni potremmo aspettarci una riduzione nel numero dei casi". Il professor Franco Locatelli, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, analizza così il quadro dell'epidemia covid in Italia. "Nell’ultima settimana l’incremento è stato significativamente inferiore rispetto alla settimana precedente, negli ultimi 4 giorni il numero dei contagiati è costantemente sotto i 200.000. Se paragoniamo questa domenica alla precedente, ci sono 6.000 casi in meno. Ci sono segnali relativi ad una netta decelerazione, nei prossimi giorni potremmo aspettarci una riduzione nel numero dei casi", dice a Che tempo che fa.

La variante Omicron domina la scena: il virus appare più contagioso, ma la malattia sembra più lieve. "Dati in laboratorio e in modelli documentano una riduzione della capacità di legarsi alle cellule degli alveoli polmonari. Ma non dobbiamo commettere l’errore di pensare che questa variante non possa provocare una patologia grave. In paesi dove si è manifestata prima che in Italia ci sono evidenze relative ad una quota di infettati che perde la vita. Non diciamo che è un raffreddore, non banalizziamo", dice Locatelli.

"Un non vaccinato, rispetto a chi ha ricevuto la dose booster, ha un rischio quasi 30 volte superiore di finire in terapia intensiva. Sopra gli 80 anni, questo rischia arriva a 70 volte", dice soffermandosi sull'importanza della vaccinazione. In Israele viene somministrata la quarta dose. "I dati dal Regno Unito ci dicono che a più di 10 settimane dalla dose booster la protezione rimane ampiamente vicina al 90%. Solo indagini ben condotte ci diranno se ci sarà necessità", di quarta dose "con un occhio particolarmente ai fragili".

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