cerca CERCA
Domenica 29 Maggio 2022
Aggiornato: 00:31
Temi caldi

Covid, Mirabelli (ex Consulta): "green pass Ue o italiano? Prevale diritto comunitario"

22 gennaio 2022 | 16.45
LETTURA: 2 minuti

"Rischio per economia e di contenziosi dei cittadini. E' un disallineamento altamente inopportuno. Anche l'Europa sottolinea l'esigenza di uniformità delle discipline su certificato verde"

alternate text

Il prossimo primo febbraio il green pass italiano durerà sei mesi dall'ultima vaccinazione o booster; sempre dal prossimo primo febbraio il certificato verde europeo varrà nove mesi per quanto riguarda il primo ciclo di vaccinazione, mentre per quanto riguarda il booster non è previsto al momento un termine.

"Questo è un disallineamento che da un punto di vista formale crea problemi pratici e rischia di ledere l'economia del Paese, oltre ad aprire ad una vasta serie di contenziosi con il cittadino. Se ciò dovesse verificarsi prevale il diritto comunitario". Ad intervenire con l'Adnkronos è il presidente emerito della Corte costituzionale, Cesare Mirabelli, che rimarca: "nella sostanza questa discrepanza non è un arbitrio. La differenza fra le due discipline deriva dalla mobilità dei dati scientifici ed epidemiologici, anche in successione ravvicinata. I problemi che emergono provengono dalla disciplina frammentata dei divieti, pertanto sarebbe opportuno un allineamento basato su un migliore coordinamento ed una approfondita valutazione dei dati di carattere scientifico".

"Da un punto di vista formale le due discipline individuano aspetti diversi: il regolamento Ue, la circolazione in Europa; il decreto del 24 dicembre, ciò che avviene all'interno dello Stato". Ciò vale a dire che un cittadino europeo può arrivare in Italia con un green pass di sette mesi ma non può andare al ristorante o in albergo? "C'è il distributore automatico - scherza il presidente emerito - Se vi fosse un contrasto, la situazione è la disapplicazione del diritto nazionale e l'applicazione diretta del diritto comunitario. Questo contrasto sembrerebbe non esserci se si considera la disciplina comunitaria riguardante esclusivamente l'aspetto relativo alla circolazione e al viaggio, cioè al passaggio delle persone da uno stato all'altro come si indica nel 'considerando' numero 10. Ma nel 'considerando' numero 9 si sottolinea l'esigenza di uniformità delle discipline. Dunque - conclude Mirabelli - il disallineamento dell'Italia con l'Europa è altamente inopportuno".

(di Roberta Lanzara)

Riproduzione riservata
© Copyright Adnkronos
Tag
Vedi anche
ora in
Prima pagina
articoli
in Evidenza