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Covid oggi Italia, Bassetti: "Non è finita, se non ci difendiamo sono dolori"

23 marzo 2022 | 14.10
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"Aumentare vaccinazioni booster e quarte dosi altrimenti il virus torna a mordere e a fare danni"

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(Foto Fotogramma)

Covid oggi in Italia, "con la fine dello stato di emergenza non finisce la pandemia e se non sappiamo difenderci sono dolori: a ottobre rischiamo di ricominciare". Così all'Adnkronos Salute Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie infettive del Policlinico San Martino di Genova, fa il punto con l'Adnkronos Salute sulla situazione epidemiologica, dopo che ieri sono stati registrati 96mila casi di Covid-19. "Se non aumentiamo le dosi di richiamo - occhio che sono scese molto nelle ultime settimane - e i fragili non fanno la quarta dose, il virus torna a mordere forte e a fare danni. Attenzione perché l'unica arma è la prevenzione", sottolinea.

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"La soglia psicologica dei 100mila casi non deve fare paura._ dice ancora Bassetti - Soprattutto perché il contagio non vuole dire malato grave e il dato italiano lo conferma: abbiamo sempre il segno meno davanti ai numeri delle terapie intensive. Aumentano i ricoveri in media intensità ma era atteso perché con le forme meno gravi spesso le persone cercano l'assistenza in ospedale. Il problema è che molti di questi ricoveri credo che siano anche inappropriati e tanti potrebbero essere curati a casa. L'aumento dei casi è fisiologico, potremmo arrivare anche a 200mila. Ma ci interessa questo numero? O dobbiamo guardare il segno meno delle rianimazioni?". 96mila casi.

"Se questa infezione è depotenziata dalla vaccinazione, e lo vediamo dai dati sugli effetti più gravi - ragiona l'infettivologo - rappresenta quello che in passato era un'ondata di influenza. Abbiamo mai fatto i tamponi a tutti quelli che avevano l'influenza, ad esempio a febbraio o marzo di un qualsiasi anno pre-pandemia? No, non l'abbiamo fatto. Se non aumentano i ricoveri in terapia intensiva, non dobbiamo preoccuparci, se invece ci sarà un incremento pesante anche nei dati dei ricoveri, allora - conclude - potremo parlare di quinta ondata".

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