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Covid oggi Italia, report Gimbe: contagi stabili

02 settembre 2021 | 11.33
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Stabile anche il numero dei morti, frena l'aumento dei ricoveri

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Contagi da coronavirus stabili in Italia, come i morti. In frenata l’aumento dei ricoveri in area medica (+5,4%) e in terapia intensiva (+7,9%). E' quanto emerge dal report e dal monitoraggio indipendente della Fondazione Gimbe nella settimana 25-31 agosto.

Rispetto alla settimana precedente, dunque c'è una sostanziale stabilità dei nuovi casi (45.134 vs 45.251) e dei decessi (366 vs 345), con un lieve aumento di casi attualmente positivi (137.925 vs 135.325), persone in isolamento domiciliare (133.129 vs 130.785), ricoveri con sintomi (4.252 vs 4.036) e terapie intensive (544 vs 504).

"Rimangono stabili – dichiara Nino Cartabellotta, presidente Gimbe - i nuovi casi settimanali, sia come numeri assoluti che come media mobile dei casi giornalieri che si attesta a 6.448. I casi rimangono tuttavia sottostimati dall’insufficiente attività di testing e dalla limitata attività di tracciamento dei contatti", osserva.

Nella settimana 25-31 agosto, rispetto alla precedente, in 9 Regioni si rileva un incremento percentuale dei nuovi casi, mentre sono 12 le Regioni in cui crescono gli attualmente positivi. In 67 Province l’incidenza è pari o superiore a 50 casi per 100.000 abitanti: in Basilicata, Emilia-Romagna, Marche, Sicilia, Toscana, Umbria e Veneto tutte le Province raggiungono o superano tale soglia. Sono 11 le Province con oltre 150 casi per 100.000 abitanti: Enna (310), Siracusa (270), Caltanissetta (261), Ragusa (252), Cagliari (210), Catania (191), Palermo (172), Reggio di Calabria (167), Messina (164), Trapani (162), Sud Sardegna (156) (tabella 2). Stabili i decessi: 366 di cui 42 relativi a periodi precedenti.

"Sul fronte ospedaliero - afferma Renata Gili, responsabile Ricerca sui Servizi Sanitari della Fondazione Gimbe - frena l’aumento dei posti letto occupati: rispetto alla settimana precedente +5,4% in area medica e +7,9% in terapia intensiva". In termini assoluti, il numero di pazienti Covid in area medica è passato da 1.088 del 16 luglio a 4.252 del 31 agosto (+291%) e quello nelle terapie intensive da 151 del 14 luglio a 544 del 31 agosto (+260%).

A livello nazionale il tasso di occupazione rimane basso (7% in area medica e 6% in area critica), ma si rilevano notevoli differenze regionali: per l’area medica si collocano sopra la soglia del 15% Sicilia (23%) e Calabria (17%); per l’area critica sopra la soglia del 10% Sicilia (13%) e Sardegna (13%). "Si registra un lieve aumento degli ingressi giornalieri in terapia intensiva - spiega Marco Mosti, Direttore operativo della Fondazione - con una media mobile a 7 giorni di 43 ingressi/die rispetto ai 40 della settimana precedente".

Capitolo vaccini: in Italia 4,4 milioni di over 50 sono parzialmente o totalmente privi di copertura vaccinale, di cui 3,34 milioni (12,2%) non hanno ancora ricevuto nemmeno una dose, con rilevanti differenze regionali: dal 18,6% della Sicilia al 7,6% della Puglia.

Al 1° settembre, alle 6.12, risultava infatti che il 71,9% della popolazione (42.609.377) ha ricevuto almeno una dose di vaccino (+841.834 rispetto alla settimana precedente) e il 63,9% (n. 37.882.252) ha completato il ciclo vaccinale (+1.195.342). "In aumento nell’ultima settimana" dunque, secondo la Fondazione "il numero di somministrazioni (n. 1.832.949) , con una media mobile a 7 giorni che, dopo il crollo da oltre 592 mila del 28 luglio a circa 199 mila del 20 agosto, ha ripreso a salire raggiungendo quota 270 mila il 31 agosto. "Nonostante la ripresa del ritmo delle somministrazioni - commenta Cartabellotta - il numero di prime dosi sul totale si attesta intorno al 40%: impossibile stimare se e in che misura questo numero sia destinato a salire vista l’indisponibilità di dati pubblici sulle prenotazioni contrariamente a quanto previsto dalla normativa".

Dal monitoraggio Gimbe emerge però che "a fronte di un sostanziale appiattimento dei trend di vaccinazione" nella fasce degli over 50, " salgono tutte le curve" riguardanti le persone sotto i 50 anni: "in particolare s’impenna la fascia 12-19 e quella 20-29 supera le percentuali di copertura delle fasce anagrafiche 30-39 e 40-49".

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