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Covid, Oms: "Punto critico pandemia, infezioni esponenziali"

12 aprile 2021 | 18.44
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"Non allentare troppo presto le misure" contro il Coronavirus

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"Siamo a un punto critico della pandemia". E' il monito lanciato dall'epidemiologa Maria Van Kerkhove, oggi durante l'aggiornamento dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) su Covid-19 nel mondo. "La traiettoria sta crescendo in modo esponenziale. E' la settima settimana" che succede nel mondo. Sono stati registrati "più di 4,4 milioni di casi la scorsa settimana. Un anno fa" di questi tempi "avevamo 500mila casi a settimana. Non è la situazione in cui volevamo essere 16 mesi dopo" l'inizio di Covid-19, "dopo che abbiamo misure di controllo consolidate. È ora di realizzare cosa va fatto".

L'esperta, che è responsabile anti-Covid dell'Oms, ha invitato a "non allentare troppo presto" le misure. Non è la prima volta che mette l'accento sull'importanza di non cadere nell'illusione che con il vaccino da solo si possa porre fine alla pandemia. Concetto rinforzato anche da Kate O'Brien, responsabile Vaccini dell'Oms: "Abbiamo dato indicazioni ai vari Paesi su come usare le forniture di vaccini per immunizzare più persone possibile con l'aspettativa che scorte aggiuntive arriveranno per la seconda dose, ma vorrei enfatizzare il fatto che, mentre i vaccini vengono distribuiti, proprio questo è esattamente il momento in cui abbiamo bisogno di raddoppiare l'impegno sugli interventi non farmaceutici", sulle misure finalizzate a "ridurre la trasmissione".

Ridurre la trasmissione per ridurre anche "la probabilità di insorgenza di varianti che potrebbero sfuggire all'immunità indotta dal vaccino. Quindi - conclude O'Brien - tutti speriamo e desideriamo così tanto poter andare avanti con una vita più regolare man mano che le persone vengono vaccinate, ma in realtà è proprio il contrario: questo è il momento in cui dovremmo essere più diligenti che mai e assicurarci che non vengano allentate troppo presto le misure". L'esperta ha, infine, sottolineato come sarebbe "prezioso" avere studi sul 'mix and match' dei vaccini, cioè sull'utilizzo di sieri diversi fra prima e seconda dose. "Questi studi sono benvenuti" perché al momento "non ci sono dati su alcun regime 'mix and match', anche se sicuramente ci sono persone nel mondo che hanno avuto un prodotto diverso dal primo per la seconda dose. E sappiamo che in Gb stanno studiando questo".

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