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Covid, Fmi: rischio crisi debito globale

01 ottobre 2020 | 14.22
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Fondo monetario internazionale: "Rapporto debito/Pil fino al 20% per economie avanzate. Aumento allarmante. Finora crisi evitata grazie anche a banche centrali, ma non basta più"

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(Xinhua)

E' allarme debito a livello globale a causa delle ripercussioni della pandemia di Covid-19 che lo ha spinto a nuovi livelli. Lo sottolinea il Fondo Monetario Internazionale in una analisi da cui emerge come rispetto alla fine del 2019, quando già si poneva a livelli storicamente elevati, il rapporto debito/PIL medio nel 2021 dovrebbe aumentare di circa 20 punti nelle economie avanzate, di 10 nelle economie emergenti e di circa 7 punti nei paesi a basso reddito.

Il Fondo ricorda che "laddove molte economie avanzate hanno ancora la capacità di contrarre prestiti, i mercati emergenti e i Paesi a basso reddito devono far fronte a limiti molto più forti nella loro capacità di indebitarsi". Per "metà dei Paesi a basso reddito e diverse economie dei mercati emergenti l'ulteriore aumento del debito è allarmante" e "potrebbero subire difficoltà economiche, innescate da insolvenze, fuga di capitali e austerità fiscale".

Il Fondo ricorda come finora "nessuna crisi del debito si è ancora verificata grazie alle azioni politiche decisive delle banche centrali, delle autorità fiscali, dei creditori bilaterali ufficiali e delle istituzioni finanziarie internazionali nei primi giorni della pandemia". Ma - lamenta l'Fmi - "queste azioni, sebbene essenziali, stanno rapidamente diventando insufficienti".

"Finora - si legge nell'analisi - il mondo è riuscito a evitare una crisi del debito sistemica, principalmente per due motivi: il primo , tassi di interesse molto bassi e un massiccio sostegno alla politica monetaria, con misure per un totale di 7.300 miliardi di dollari; il secondo un sostegno finanziario diretto straordinario, compreso il finanziamento d'emergenza dell'FMI a 76 paesi con la riduzione del servizio del debito alle economie più vulnerabili attraverso l'Iniziativa di sospensione del servizio del debito del G20 (a 44 paesi) e il Catastrophe Containment and Relief Trust (a 29 membri)".

Ma se "questo supporto ha fatto guadagnare tempo al mondo, dovremmo usarlo saggiamente" scrive l'Fmi. "Non si può escludere una crisi del debito sistemica indotta dalla pandemia: più a lungo il problema verrà rimandato, peggiore sarà" la crisi, conclude l'analisi del Fondo.

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