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Coronavirus, Silvestri: "Seria possibilità seconda ondata dicembre-gennaio"

04 giugno 2020 | 11.54
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Per il virologo le "riaperture non hanno scalfito il trend verso la risoluzione dell’epidemia, ma sarà importante puntare su strategie chiave come monitoraggio e preparazione"

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(Afp)

La ritirata del virus dall'Italia "continua. Anche oggi cala il numero totale dei ricoverati in terapia intensiva per Covid-19, da 408 a 353, quindi di ben 55 unità, e siamo ora all'8,7% del picco. Scende anche il numero dei ricoveri ospedalieri totali (da 5.916 a 5.742, quindi di altre 174 unità) mentre i casi attivi totali scendono da 39.893 a 39.297, quindi di altre 596 unità. Sono dati che indicano come le riaperture del 4 e del 18 maggio non abbiano minimamente scalfito il trend verso la risoluzione dell’epidemia". Lo sottolinea il virologo Guido Silvestri, docente negli Usa alla Emory University di Atlanta, nella sua rubrica social 'Pillole di ottimismo'.

Tuttavia, "mentre speriamo di cuore che Sars-Cov-2 se ne vada per sempre, la chiara 'stagionalità' dei coronavirus deve farci prendere molto sul serio la possibilità di un ritorno del virus in dicembre-gennaio". "Per questo, invece di insistere su interventi a tappeto, nello spazio e nel tempo, di dubbia efficacia e che hanno gravi effetti avversi sull’economia e sul morale del Paese, sarà importante puntare su strategie chiave come monitoraggio e preparazione", esorta l'esperto.

Silvestri invita quindi " fin da oggi chi di dovere, a livello di ministero della Salute, Cts, Iss, Aifa, Regioni, a seguire con molta attenzione le dinamiche dei trial" sugli anticorpi monoclonali in fase di sviluppo "ed iniziare una discussione seria per non farsi trovare spiazzati da quello che potrebbe essere un clamoroso 'game changer' per Covid-19". "L'unica cosa che non mi piace degli anticorpi monoclonali anti-Sars-CoV-2 da usare nella terapia contro Covid-19 - scherza Silvestri - sono i loro 'nomi-sigla', che li rendono praticamente impossibili da memorizzare. Per cui, invece di BD-368-2, B38, H4 e CB6, mi diverto a chiamarli Brenno, Dodi, Paolone, Silvietta, etc. in onore dei miei amici d'infanzia senigalliesi. Scherzi a parte, questi anticorpi monoclonali sono diretti contro la proteina S1 di Sars-CoV-2 e sono in grado di neutralizzare con grande potenza la capacità del virus di legarsi, tramite la proteina S1, al suo recettore cellulare Ace2, in un processo che rappresenta il passo necessario per infettare la cellula ospite".

Tre di questi anticorpi "sono stati studiati con ottimi risultati nel topo umanizzato che esprime il recettore Ace2 umano. Un altro ha dato risultati promettenti nel macaco" e un altro, LY-CoV555, "è entrato ufficialmente in fase clinica con uno studio di fase I randomizzato, in doppio cieco e placebo-controlled, che raccoglierà 40 pazienti e si chiuderà il 23 agosto".

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