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Covid Ue, Sassoli: "No nazionalismo su vaccini, concedere licenze per accelerare produzione"

25 febbraio 2021 | 16.11
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Il presidente del Parlamento Europeo al Consiglio Europeo: "La lezione della pandemia non potrà farci tornare al punto di partenza"

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(Fotogramma)

Avanti con la via europea e no a fughe in avanti dei singoli Stati sui vaccini anti covid 19. Il presidente dell'Europarlamento David Sassoli apre il Consiglio Europeo in videoconferenza lanciando un monito ai leader Ue. "Sono fortemente contrario a qualsiasi accordo bilaterale e vi chiedo di essere chiari nel rifuggire ogni tentazione di nazionalismo sui vaccini. La via europea - sottolinea Sassoli - ci ha permesso di evitare la concorrenza tra i Paesi europei e impedire che Paesi ricchi si accaparrassero la maggior parte dei vaccini. Un approccio comune consente anche di monitorare, indagare e sanzionare ogni tentativo di frode ai danni degli Stati membri", ricorda.

Alcune "contraddizioni e limiti delle nostre risposte alla crisi sanitaria - chiarisce Sassoli - sono dovute in gran parte al fatto che stiamo creando, giorno dopo giorno, tali competenze in uno sforzo che dimostra una grande responsabilità politica e morale che sconta l’assenza di reali poteri", sottolinea.

"Converrete con me - continua Sassoli - che non potrà essere più un tabù emendare i trattati per arricchirli e rendere efficace la risposta europea. Lo sforzo della Commissione Europea ha dimostrato coraggio e capacità di risposta. L’Unione europea si è assunta, rispettando i trattati esistenti, compiti complessi e carichi di implicazioni perché era necessario, ma nell’assenza di una vera competenza europea in materia di salute".

Le competenze in materia sanitaria, cosa che spesso sfugge all'attenzione dei commentatori, sono in massima parte nazionali. "La lezione che ci offre la pandemia - prosegue Sassoli - non potrà farci tornare al punto di partenza. Sarebbe un errore, uno spreco di energie e non avremmo la possibilità di affrontare le sfide future. Siamo chiamati a costruire una politica europea della salute, radicando competenze precise in materia nelle istituzioni dell’Unione Europea".

Quanto all'emergenza, sottolinea, le case farmaceutiche che producono i vaccini anti-Covid "dovrebbero onorare i loro obblighi contrattuali, ma dovremmo anche continuare ad agevolare tutte le soluzioni pratiche di concessione di licenze che permettano di accelerare la vaccinazione su grande scala dei nostri cittadini".

"Tutti gli sforzi - continua Sassoli - ora devono concentrarsi sull’aumento della produzione di vaccini, esistenti e futuri, basata nell'Ue. Non abbiamo altra scelta: è la sola chiave - insiste il residente del Parlamento europeo - per realizzare il nostro obiettivo di vaccinare il 70 % della nostra popolazione adulta entro la fine dell'estate. Per aumentare in tempi rapidi la produzione è essenziale affrontare le carenze e le strozzature nella catena di approvvigionamento. La nostra ripresa economica sarà più forte se la diffusione dei vaccini sarà maggiore".

E afferma: "In prospettiva, questa pandemia dovrebbe portarci a una riflessione sul rapporto tra protezione della proprietà intellettuale e il massiccio finanziamento pubblico erogato per la ricerca a livello europeo".

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