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Craxi, la lettera di Berlusconi

18 gennaio 2020 | 11.01
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Il Cavaliere scrive alla figlia Stefania: "Paese con lui ingrato, restituirgli posto che gli spetta"

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(Foto Fotogramma)

"Bettino Craxi ha pagato un caro prezzo per le sue idee, per aver voluto essere un uomo libero e coerente, per aver sfidato il sistema di potere politico, mediatico e giudiziario della sinistra". Lo scrive Silvio Berlusconi in una lettera a Stefania Craxi.

"Come dice la bellissima frase che ha voluto incisa sulla sua tomba, per lui la libertà era la vita e infatti per la libertà non ha esitato a mettere in gioco e a sacrificare la sua vita - prosegue il leader di FI - Di tutto questo, oltre che della sua amicizia, sono grato a Bettino, che considero uno degli ispiratori e degli anticipatori delle battaglie di libertà che stiamo combattendo a nostra volta da 25 anni".

"Il suo Paese con lui è stato ingrato. Mi auguro che questo ventennale sia finalmente l'occasione per restituirgli il posto che gli spetta nella memoria condivisa degli italiani", sottolinea Berlusconi.

"A Bettino mi legava un'amicizia sincera, profonda, che non è mai venuta meno, nei momenti felici e in quelli più difficili - scrive ancora il Cavaliere - Ma non è solo per questo che tengo a rendere omaggio alla sua memoria. Bettino Craxi è stato uno dei pochissimi uomini politici della Prima Repubblica a meritare la definizione di statista. Oltre a lui, forse solo De Gasperi ne ha diritto". "Uno statista non è solo un politico abile, o fortunato, è un leader che ha una visione, che pensa al futuro del Paese prima che al proprio interesse o a quello della propria parte politica", aggiunge il leader di FI.

"Il nome di Bettino Craxi rimarrà nella storia come quello di un anticipatore coraggioso, che seppe prima degli altri cogliere per esempio l'esigenza assoluta di una riforma profonda delle istituzioni, per rafforzare la democrazia, ricuperare efficienza, restituire ai cittadini fiducia nella politica", sottolinea ancora Berlusconi aggiungendo: "Craxi aveva un sogno, che se si fosse realizzato avrebbe davvero cambiato il corso della storia italiana: cambiare la sinistra, sottraendola all'egemonia comunista e creare così le condizioni per sbloccare la democrazia italiana e realizzare una salutare alternanza in un contesto di sicurezza democratica". "Fu il primo, anzi l'unico, a sfidare il duopolio fra Democrazia Cristiana e Partito Comunista, un duopolio spesso consociativo, sempre nemico del cambiamento e alla lunga fatale per la stessa democrazia - prosegue il leader di Fi - La crisi e il crollo della prima repubblica nacquero prima di tutto da questo problema che Craxi ebbe la lungimiranza di prevedere e denunciare. La sfida negli anni '80 al conservatorismo del Partito Comunista e del sindacato, in nome del riformismo socialista, della solidarietà atlantica, dell'orgoglio nazionale è una delle pagine migliori della storia politica italiana".

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