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Criminalità, Dia di Genova sequestra beni per 4 milioni di euro in Liguria

22 marzo 2014 | 11.28
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Il Presidente del Tribunale di Savona, su proposta inoltrata dal Direttore della Dia Arturo De Felice e sulla base delle indagini svolte dal Centro Operativo di Genova, ha emesso un decreto di sequestro dei beni mobili ed immobili riconducibili a Michele Cetriolo, 56 anni, residente nella frazione San Fedele di Albenga (Savona). Il valore complessivo dei beni sottoposti a sequestro è stimato in circa 4 milioni di euro.

Dalle prime ore di questa mattina, personale di questo Centro Operativo e militari della Guardia di Finanza di Albenga sta eseguendo ''perquisizioni ad Albenga e Pietra Ligure, nelle abitazioni riconducibili all'interessato. Il Centro Operativo di Genova ha svolto - sul territorio di competenza - diversificate attività finalizzate alla raccolta di informazioni sul conto di soggetti ritenuti appartenere alla criminalità organizzata, ed in particolare -sottolinea la Dia in una nota- a quelli in possesso di ricchezze accumulate, apparentemente, in maniera ingiustificata''.

Sulla base degli elementi raccolti, ''sia di natura personale che patrimoniale, questa Direzione Investigativa Antimafia è giunta alla determinazione di porre all'evidenza dell'Autorità Giudiziaria competente quanto emerso a carico della persona indicata.

La propensione nell'essere dedito a traffici delittuosi e a vivere col provento di delitti emerge dal suo curriculum criminale, protrattosi con continuità almeno dal 1985, perciò per oltre un trentennio. Fra i diversi fatti esaminati -ricorda la Dia- Cetriolo è stato coinvolto, nell'anno 1998, nell'ambito di procedimento penale della D.D.A. di Firenze ed inerente l'indagine denominata 'Sorgente 2'''. Investigazione che ''ha riguardato, in particolare, un'associazione per delinquere di matrice mafiosa, operante prevalentemente in territorio toscano e dedita a diverse attività criminali, fra cui il traffico di sostanze stupefacenti, e della quale facevano parte soggetti appartenenti al sodalizio Romeo-Siviglia, operante nello spezzino.

Cetriolo, per ''violazione alla legge sugli stupefacenti'', nel 1984 è stato ''condannato dalla Corte di Appello di Genova, con sentenza irrevocabile del 19.09.1984, alla pena di anni 3 di reclusione ed alla multa di lire 4.200.000. Tra l'altro -prosegue la nota della Dia- Cetriolo è balzato agli onori delle cronache, per aver fatto parte di un'organizzazione criminale dedita all'usura e proprio con riguardo a detta fattispecie di reato, un noto macellaio di Borgio Verezzi (SV) era stato indotto al suicidio, non senza prima far arrivare alle autorità un manoscritto nel quale riportava: 'questi sono gli usurai che mi hanno rovinato la vita', segnalando alcuni nominativi tra cui quello di Cetriolo''.

''Di recente, il Tribunale di Savona, per tali fatti, lo ha anche condannato ad anni sei e mesi otto di reclusione. Il provvedimento cautelare reale in esecuzione in queste ore, ha per oggetto numerosi immobili, auto di lusso (fra le quali una Ferrari), conti correnti, partecipazioni societarie ed investimenti mobiliari, intestati anche a 'prestanome', nonché orologi d'oro (Rolex, Cartier, ecc.) e preziosi per un valore di centinaia di migliaia di euro''.

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