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Crisanti: "A Vo' nuovo studio, sequenzieremo genoma positivi"

21 aprile 2020 | 14.41
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(Afp)

A due mesi esatti dall'inizio dell'epidemia di Covid 19 con la scoperta dei primi due casi a Vò, e dopo la campagna a tappeto con il tampone per tutti i 3300 abitanti del piccolo comune ai piedi dei Colli Euganei, diventato un 'case history' internazionale, il prossimo 25 aprile partirà un nuovo studio sul coronavirus che coinvolgerà nuovamente tutta la popolazione di Vò. Ad annunciarlo lo stesso autore, il professor Andrea Crisanti, direttore della Microbiologia dell'Università di Padova che ha spiegato che "il nuovo studio ha un obiettivo molto più ambizioso di una fotografia epidemiologica: vuole capire cosa succede quando il virus si trasmette da un individuo all'altro e quindi ha l'obiettivo di sequenziare il genoma di ogni singolo individuo che è stato positivo e di tutte le catene di contagio per verificare se lascia traccia mutando dall'uno all'altro".

Non solo il prof. Cristanti ha spiegato che: "Vogliamo poi studiare la genetica di tutti gli abitanti di Vo'. Questo significa fare la mappatura genetica e in alcuni casi anche il completo sequenziamento del genoma. Perché vogliamo verificare se ci sono associazioni tra suscettibilità e/o resistenza alla malattia con marcatori genetici o con particolari varianti di geni". Per Crisanti, "si tratta di una informazione formidabile che ci permetterebbe di identificare persone che sono potenzialmente resistenti o molto suscettibili, con conseguenze molto importanti se una persona si ammala perché verrebbe immediatamente indirizzata con un percorso particolare". Il nuovo studio, sempre grazie alla collaborazione della Regione Veneto presentato oggi nel corso del consueto punto stampa anche dal presidente della Regione Luca Zaia durerà sei mesi ed avrà un costo di circa un milione di euro che sarà coperto da contributo di istituzioni nazionali, internazionali e privati, come ha spiegato Cristanti.

"Per la riapertura sarà fondamentale l'uso della mascherina. Ma da sola non basta. Il fatto di acquisire la libertà di movimento non la possiamo ottenere senza tracciamenti con la app", ha aggiunto.

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