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Crisanti boccia Immuni: "App ci farà buttare soldi"

28 maggio 2020 | 13.54
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(Afp)

"Non siamo usciti dall’epidemia. Anche se i numeri sono incoraggianti. È nostro dovere aggredire il virus testando e isolando le persone. Sono perplesso sull’app Immuni: se la scarica il 60% della popolazione, avrà capacità di mostrare solo il 9% dei casi. Insomma una montagna di soldi buttati. Il tampone non va fatto a tutta la popolazione italiana, sarebbe un errore operativo. I tamponi vanno fatti intorno ai casi positivi. Va usato come strumento di controllo". Sono le parole del virologo Andrea Crisanti a "Non è un paese per giovani" su Rai Radio2.

"I virus mutano. Il virus va considerato un insieme di ceppi, insomma stesso virus molte varianti. Nelle fasi iniziali dell’infezione sono avvantaggiate le varianti che hanno maggiore capacità virale. In questa situazione è diminuita la carica virale, c’è meno quantità di virus in circolazione, ci si infetta con quantità ridotte di virus grazie alle protezioni e dunque anche la malattia è più leggera", prosegue.

Capitolo anticorpi: "C’è una percentuale di persone che sviluppano gli anticorpi, che sono di due tipi: quelli che impediscono al virus di infettare le cellule dell’organismo e quelli che sviluppano anticorpi in grado di proteggere da una successiva infezione. Su 100 persone solo 20 sviluppano questo tipo di anticorpi. Chi è stato molto male, sviluppa questi anticorpi".

Riguardo alle cure con il plasma, Crisanti evidenzia che si tratta di "un approccio terapeutico che si usa da 70 anni. La somministrazione è sicura. L’unico problema è che difficile da standardizzare in questo momento. Non ce n’è abbastanza".

Infine, le riaperture dei locali: "Non riaprirei le discoteche. Perché dall’esperienza di Vo Euganeo sappiamo che sono principalmente i giovani che si infettano. Gli anziani sono più vulnerabili, ma quelli che si infettano di più e diffondono la malattia sono i giovani".

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