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Crisi, allarme Eurispes: "Famiglie e imprese stremate, chiudere Equitalia''

25 settembre 2014 | 12.16
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Il presidente Gian Maria Fara all'Adnkronos: "Il sistema divora se stesso e va verso l'autodistruzione. La politica ha ceduto il passo a centri di potere e corporazioni: sarà un autunno caldo"

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Foto Infophoto - INFOPHOTO

''Le famiglie sono stremate, i cittadini sfiduciati e sempre più lontani dalle istituzioni, mentre le imprese ogni giorno vedono chiudersi i pozzi della ripresa. La società italiana è sotto assedio, vittima di un sistema che va verso l’autodistruzione. La politica ha ceduto il passo a centri di potere e corporazioni: sarà un autunno caldo''. Gian Maria Fara, presidente dell’Eurispes, lancia un duro allarme sulla situazione sociale ed economica italiana.

''Sono saltati i meccanismi di regolazione tra interessi e bisogni –spiega Fara all’Adnkronos- il principale di questi meccanismi è la politica, ormai inesistente, affidata da anni ad un leaderismo semplificatorio. Nel frattempo, mentre l’economia va a rotoli e la società vive un pericoloso processo di disarticolazione, assistiamo al trionfo di un apparato burocratico onnipotente''.

''Attraverso una progressiva concentrazione -fa notare l’Eurispes- la politica, nel corso degli anni, ha creato dei Moloch che sono diventati tanto potenti e pervasivi da essere ormai fuori dal controllo degli stessi creatori. Quanto può contare un ministro di fronte al presidente o al direttore generale dell’Inps, che amministrano tre quarti del bilancio dello Stato?". E ancora, rimarca il sociologo, ''si pensi al potere che esercita Equitalia sull’economia delle imprese e sulla vita delle famiglie. Fa il suo lavoro, ma lo Stato che attiva i suoi esattori è lo stesso che non paga i propri fornitori che, naturalmente, non hanno Equitalia a disposizione per esigere, pignorare, sequestrare”.

Perciò ''lo Stato che dovrebbe praticare comportamenti esemplari si considera 'legibus solutus', ovvero non è tenuto a rispettare ciò che invece ritiene obbligatorio per i propri cittadini: il sovrano e il suddito. Lo Stato, la Pubblica amministrazione in generale –è l’analisi di Fara- si comportano come i protagonisti del gioco delle tre carte, dove il povero malcapitato perde immancabilmente. La soluzione? Chiudere Equitalia. O riformarne profondamente metodi e prassi di riscossione''.

Per il numero uno dell’Eurispes, ''ormai sul piano costituzionale le anomalie segnalate dagli esperti di diritto sono troppe. Solo per citarne alcune: pur essendo Equitalia una società di diritto privato, una Spa per l’esattezza, i suoi dirigenti e funzionari, quindi privati cittadini, esercitano un potere che somma quello della magistratura e quello della Guardia di Finanza messi insieme''. Il ''sistema, dunque, rischia di divorare sé stesso. Un’azienda vince una gara -è l’esempio che traccia Fara- stipula un contratto, insomma svolge una qualsiasi attività per la Pubblica amministrazione. Al momento del saldo, iniziano i dolori. L’Amministrazione paga in tempi biblici e intanto l’azienda entra in difficoltà e non riesce a tenere il passo con i tanti obblighi fiscali e contributivi. Arriva il fatidico giorno della liquidazione e l’Amministrazione chiede all’azienda il Durc, Documento Unico Regolarità Contributiva, che, nel frattempo, non è più in regola. Il pagamento si blocca e l’azienda va nel pallone. Più tardi arriverà Equitalia a fare il resto''.

''La stessa impresa che volesse attivare un prestito bancario -sottolinea ancora l'Eurispes- se lo vedrebbe negare poiché segnalata all’interno del sistema. Basterebbe sentire qualcuno di quelle migliaia di imprenditori messi sul lastrico o le famiglie di quelli che si sono suicidati e farsi raccontare la loro odissea. Un malessere denunciato duramente nei giorni scorsi dal presidente della Cei, il cardinal Bagnasco, quando ha parlato di un 'fisco predatorio' e di una ‘burocrazia asfissiante’ come macigni che ostacolano la ripresa economica, l’occupazione e la crescita del Paese''.

Non solo. ''Assistiamo, tra l’altro –spiega ancora il numero uno dell’Eurispes- a vicende al limite del ridicolo che mettono in discussione quel minimo di credibilità che è rimasta al sistema. Per capire quale sia la deriva ormai assunta dagli esattori: nei giorni scorsi Equitalia ha effettuato un pignoramento presso terzi (Banca d’Italia) in danno dell’Abi, l’Associazione delle Banche Italiane, per una cartella non pagata, certamente a causa di un disguido burocratico. Immagino che l’Abi non avesse alcuna intenzione di sottrarsi ai suoi obblighi. Forse sarebbe bastata una telefonata tra Equitalia e gli uffici amministrativi dell’Abi. Siamo ormai alla farsa''.

“Con la legge 223/2006 –fa notare Fara- a Equitalia sono stati dati poteri enormi, incompatibili con una democrazia degna di questo nome. In più, dei privati cittadini, assunti per chiamata diretta, senza un concorso pubblico e senza prestare giuramento di fedeltà allo Stato, possono accedere e controllare tutte le informazioni economiche sensibili di un cittadino o di un’azienda. Una massa enorme di dati e di informazioni –avverte l’Eurispes- che potrebbero interessare molte entità esterne. Una vera anomalia che, a mio parere, presenta numerosi profili di incostituzionalità”.

“Sono un sociologo e non un giurista –precisa il presidente dell’Eurispes- perciò ho chiesto ad un piccolo gruppo di docenti di diritto amministrativo e costituzionale di esaminare attentamente la questione e porla all’attenzione dell’opinione pubblica e della Corte Costituzionale, anche considerando i già numerosi pronunciamenti critici di diversi tribunali sul territorio”.

“Ai nostri ricercatori –prosegue Fara- ho dato incarico di realizzare un’approfondita indagine sul tema dei rapporti tra gli italiani e il fisco. Abbiamo inoltre chiesto a Equitalia i dati ufficiali dell’attività: l’intenzione è quella di pubblicare un Focus all’interno del 27° Rapporto Italia che verrà pubblicato alla fine di gennaio 2015, sperando che nel frattempo arrivino le informazioni richieste, in rispetto della normativa sulla trasparenza”.

Fisco e burocrazia stanno distruggendo il Paese –spiega ancora l’Eurispes- bisogna fare qualcosa per interrompere il circuito. Insomma, l’Italia è come l’uroboro descritto qualche tempo fa da Gustavo Zagrebelsky. L’uroboro è l’immagine mitologica del serpente che mangia la sua coda nutrendosi di se stesso''.

''In questo momento storico -è l'analisi di Fara- lo Stato sopravvive nutrendosi dei propri cittadini e delle proprie imprese, cioè della società che lo esprime. E’ questa la chiave per capire la crisi e la profonda sfiducia, quando non è odio, dei cittadini nei confronti delle istituzioni. E’ così che si uccide la democrazia. Ci aspettano tempi difficili”.

L’Eurispes lancia quindi “un piccolo messaggio in bottiglia'' indirizzato al presidente del Consiglio, Matteo Renzi: ''Non sottovaluti la questione, ma la affronti. Finché Equitalia eserciterà il suo ruolo, così come lo esercita oggi, ogni possibilità di ripresa economica e di crescita resterà una pia illusione. Se veramente vuole cambiare verso al Paese -conclude Fara- è di qui che deve cominciare”.

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