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Crisi: Cgil, senza taglio tasse avanti calo consumi, -1% in 2014-2015

06 marzo 2014 | 12.20
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Senza interventi di carattere fiscale a favore di lavoratori e pensionati il calo dei consumi sarà destinato a peggiorare. E' quanto emerge da una nota elaborata dall'Associazione Bruno Trentin e dal Cer (Centro Europa Ricerche). "A fine 2013 la riduzione cumulata del potere di acquisto, rispetto al 2007, ha raggiunto l'11% e che per il biennio 2014-15 si prevede un'ulteriore flessione dell'1%", sintetizza il presidente dall'Associazione Bruno Trentin, Fulvio Fammoni.

Tradotto in reddito, lo studio quantifica una contrazione dei consumi delle famiglie operaie di 212 euro nel 2014 e di 404 euro nel biennio 2015-2016. In termini cumulati, le famiglie operaie subirebbero una perdita di consumo di 616 euro, pari al 2,6% del reddito disponibile. Un calo cui non si sottraggono gli impiegati che lasceranno sul terreno il 2,4% del reddito disponibile: per le famiglie con reddito prevalente dal lavoro impiegatizio si registrerebbero riduzioni dei consumi di 288 euro nel 2014 e di 548 euro nel biennio 2015-2016, per un totale di 837 euro.

Solo nel 2016, stima ancora lo studio, questa caduta si attenuerebbe, ma non per tutti. L'attenuazione della fase di caduta sarebbe, infatti, determinata da un recupero dei redditi da capitale, mentre i redditi da lavoro e da pensione continuerebbero a ridursi in termini reali. (segue)

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