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Crisi dei semiconduttori, l'Europa vara un piano da 43 miliardi

09 febbraio 2022 | 14.46
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La produzione interna di chip aumenterà dal 9 al 20 per cento entro il 2030

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L'Unione Europea ha deciso di affrontare la crisi dei semiconduttori che negli ultimi anni ha reso difficile reperire dispostovi tecnologici basati su chip come computer e console, ma anche automobili e schede grafiche. Tramite l'European Chips Act, l'Europa punta ad aumentare la fabbricazione di chip nel continente dal 9 al 20 per cento entro il 2030. Si tratta di una soluzione in tempi lunghi quindi, che dovrebbe però abbassare i costi di produzione e aumentare la diffusione dei dispositivi tecnologici già dai prossimi mesi. Secondo la Presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen l'act servirà per aprire una nuova "rivoluzione industriale" europea e affrancarsi dalla Cina per la produzione di semiconduttori. Il piano da 43 miliardi di euro prevede 5 miliardi di investimenti pubblici e privati entro il 2030, oltre ai 30 miliardi già previsti da Next Generation Eu, da Horizon Europe e dai bilanci nazionali.

"L'European Chips Act cambierà le posizione dell'Europa in termini di competività e aumenterà la resilienza del continente in caso di nuove crisi, rendendoci in grado di anticipare e evitare nuove scarsità di reperimento delle componenti", ha dichiarato von der Leyen. "Nel medio termine, aiuterà l'Europa a diventare un leader nel settore della tecnologia. La chiave del nostro successo in questo senso saranno gli innovatori europei, i nostri ricercatori di fama mondiale, che hanno reso il nostro continente prospero". Degli investimenti globali, 11 miliardi saranno destinati a migliorare e potenziare le linee di produzione già presenti nel nostro continente.

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