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Crisi di governo rallenta i decreti, corsa contro il tempo per evitare la decadenza

16 febbraio 2014 | 19.30
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I tempi della crisi di governo rischiano di rendere ancora più intasate le corsie parlamentari lungo le quali devono transitare i decreti legge emanati dall'esecutivo uscente e a grande rischio di decadenza. Si tratta di provvedimenti di rilievo, la cui mancata approvazione potrebbe determinare conseguenze negative e con ulteriori complicazioni per le questioni che sono oggetto dei testi in discussione.

Lunedì prossimo l'Aula della Camera sarà alle prese con il cosiddetto 'Milleproroghe', già approvato dal Senato. Sullo sfondo l'ipotesi di un nuovo ostruzionismo da parte del Movimento 5 stelle, che potrebbe essere scongiurato con l'approvazione di alcune modifiche, che tuttavia richiederebbero un nuovo passaggio al Senato. Il tutto da portare a termine entro il 28 febbraio.

Una settimana prima, quindi venerdì prossimo, decadranno il decreto legge che interviene sul sovraffollamento carcerario e il Destinazione italia. Entrambi sono ora all'esame di palazzo Madama, che quindi avrà tempo fino al 21 febbraio per approvarli, con la condizione tacita di non poter introdurre modifiche che richiederebbero un nuovo passaggio alla Camera.

E' sempre in discussione al Senato il decreto legge cosidetto 'salva Roma', che richiama i contenuti di un testo che finì nel nulla a dicembre scorso. Il testo è ancora fermo in commissione, va approvato entro il 28 febbraio e necessita di un passaggio anche alla Camera. Qui è atteso il provvedimento che riforma la disciplina del finanziamento ai partiti, che ha ottenuto il via libera di palazzo Madama e che dovrà ottenere il sì definitivo entro mercoledì 26 febbraio.

Più tempo a disposizione per altri tre decreti che attendono la conversione entro marzo e che toccano argomenti anche in questo caso di notevole impatto. Innanzi tutto quello che proroga le missioni internazionali all'estero, che scade il 17 marzo, all'esame dell'Aula del Senato e che nei giorni scorsi ha subito un rallentamento dopo le polemiche legate alla vicenda dei marò detenuti in India.

Sempre a palazzo Madama e in prima lettura, ma ancora in commissione, il testo che interviene sugli stipendi degli insegnanti per evitare la restituzione degli aumenti salariali percepiti nei mesi scorsi, da convertire entro il 24 marzo. C'è tempo fino al 30 marzo infine per approvare il decreto che disciplina il rientro dei capitali all'estero, all'esame in commissione alla Camera.

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