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Crisi governo, Baldassarre: "Valutazione Mattarella è chiave, non è semplice notaio"

25 gennaio 2021 | 15.10
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"La Costituzione richiede al presidente della Repubblica non di riconoscere un esecutivo che riceve la maggioranza in Parlamento, ma di favorire la nascita di quello più efficace per quel momento"

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La crisi di Governo potrebbe imporre al presidente del Consiglio Giuseppe Conte dimissioni e salita al Colle mercoledì prima di una eventuale sconfitta parlamentare "tenendo accesa la possibilità di un Conte Ter". Ma l'elemento chiave per lo snodo della crisi, secondo l'ex presidente della Corte Costituzionale Antonio Baldassarre "è la valutazione che dovrà fare il presidente della Repubblica: se la maggioranza è talmente forte e coesa da poter fronteggiare la situazione eccezionale in cui ci troviamo. Il capo dello Stato non è un semplice notaio, ma ha un ruolo attivo particolarmente forte nelle crisi ancor più che nel caso di scioglimento anticipato delle Camere. I suoi poteri - rimarca conversando con l'Adnkronos - sono collegati alla salvaguardia della unità costituzionale".

Baldassarre spiega: "Anche se dal punto di vista costituzionale si può andare avanti con un governo di minoranza, l'Italia in una pandemia globale ha bisogno di un esecutivo con pieni poteri. La Costituzione richiede al presidente della Repubblica non di riconoscere un governo che in qualche modo riceve la maggioranza in Parlamento, ma di favorire la nascita di quello più efficace per quel momento. Mattarella non è il terzo estraneo che deve registrare dinamiche semplicemente politiche, perché quella del presidente della Repubblica notaio - chiosa - è 'la storiella' da manuale di diritto costituzionale. I fatti sono ben altri: i costituenti non avendo le idee chiare sul ruolo del capo dello Stato, gli hanno lasciato poteri molto elastici e flessibili. Così da Einaudi in su si è imposto per prassi il ruolo attivo del presidente", fino agli estremi di Saragat "che imponeva addirittura formule di Governo".

La valutazione che deve fare il presidente Mattarella, "ammesso che si formi una nuova maggioranza intorno ad un Conte ter attraverso anche il ritorno di Iv, è se la maggioranza è talmente forte e coesa, non raccogliticcia, da poter far fronte alla situazione eccezionale in cui ci troviamo. Ed è chiaro - rileva Baldassarre - che nell'ottica del Recovery e del Next Generation Eu, il Presidente dovrà confrontarsi con le forze politiche euro-scettiche perché se Fdi e Lega vorranno andare al Governo dovranno garantire all'Europa una leale accettazione dell'integrazione europea. Una volta valutata la possibilità di una maggioranza forte - conclude - Mattarella dovrà dare l'incarico al nome che raccoglie più consensi". (di Roberta Lanzara)

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