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Crisi governo Conte, news di oggi in Italia: ultime notizie

15 gennaio 2021 | 08.47
LETTURA: 18 minuti

Le ultime notizie sulla crisi. Le news dall'Italia sugli sviluppi istituzionali, le dichiarazioni dei protagonisti, le novità e le reazioni dall'estero

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(Fotogramma)

La crisi del governo di Giuseppe Conte dopo le dimissioni delle ministre di Italia Viva. Le news dall'Italia sugli sviluppi istituzionali, le dichiarazioni dei protagonisti, le novità e le reazioni dall'estero alle ultime notizie.

20:30 - "Io credo che ci siano dei costruttori anche tra i parlamentari di Italia Viva". A dichiararlo è stato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio (M5S), ospite di Lilli Gruber a Otto e mezzo su La7. "Credo che se Conte si presenta in parlamento per spiegare il nostro progetto per i prossimi due anni, ci saranno tante persone che vorranno condividerlo. E penso che, al di là delle persone, questa sia l'occasione per rilanciare l'azione di governo". "Chi mi ha deluso di più tra Salvini e Renzi? Entrambi mi sembrano più interessati al destino del proprio partito o della propria carriera politica che del Paese. Parlano politichese. Ma dove sono cittadini in tutta questa storia?".

18:57 - "La posizione del M5S resta la stessa. Dopo che hai attaccato a testa bassa su chiunque, sulla qualunque... adesso te ne esci con 'Iv c'è'? Iv c'era già, era dentro il governo, aveva gli strumenti per agire dall'interno. Quanto accaduto due giorni fa - la conferenza stampa con le dimissioni delle due ministre - è stato un atto unilaterale sconsiderato, gravissimo di Renzi. Avevano tutte le possibilità di fermarlo allora e non è avvenuto. La scelta è stata loro e questo è quanto". Così, autorevoli fonti del M5S all'Adnkronos, dopo l'apertura di alcuni esponenti del partito renziano. "No, non ci siamo proprio - affermano le stesse fonti -. Non dimentichiamo che Renzi ha creato una situazione di crisi in un momento difficilissima per l'intero paese. Ciò detto in IV ci sono anche persone che hanno a cuore il bene del Paese".

18.50 - Nei palazzi romani sale la suspense sulla conta in Aula, e c'è addirittura chi, nel governo, racconta all'Adnkronos che lunedì e martedì il voto - quando il premier Giuseppe Conte affronterà la sfida delle aule parlamentari - non sia affatto scontato: potrebbe limitarsi a fare delle comunicazioni in Aula a Montecitorio, per salire subito al Colle e rassegnare le dimissioni. Nessun passaggio al Senato martedì. Al Quirinale il premier salirebbe per ottenere un nuovo incarico e dar vita al Conte ter, con la lista di ministri e sottosegretari già definita o quasi.

18.26 - Il segretario nazionale dell'Udc Lorenzo Cesa ha convocato per lunedì 18 gennaio, alle 15, la segreteria politica nazionale del partito. Lo rende noto l'Ufficio stampa dello Scudo crociato.

17.54 - "Giustamente e con saggezza politica, il segretario del PD Zingaretti chiede al presidente Conte di allargare i confini della maggioranza. Ci sta perché pare che Renzi abbia deciso di adeguarsi ad un compromesso spinto dai suoi parlamentari. Ci sta perché le maggioranze più vaste sono e meglio è. Anche se nella mia esperienza politica ho visto maggioranze rilevanti franare e maggioranze esigue arrivare al traguardo. Una cosa, però: nessuno pensi di recuperare il dialogo con Renzi alle spalle dei 'responsabili'. Se prima l’area di Governo era composta dai quattro partiti più alcuni responsabili, oggi l’area è fatta dai tre partiti più i responsabili, cui si aggiunge Italia Viva. Peraltro, sul piano elettorale, i 'responsabili' hanno la stessa quantità di consensi di Italia Viva. Nessuno faccia scherzi. Non siamo i polli di 'Renzi'. Attenti cari Conte e Zingaretti, lunedì potreste avere sorprese. Noi siamo responsabili ma non fessi. Il figliuol prodigo ritorna. Nessun vitello grasso. Alcuni di noi sono a dieta”. Lo dichiara in una nota Clemente Mastella

17.26 - "Se Conte si presenta alla Camere con una prospettiva interessante, c'è tutta un'area moderata che ha forse bisogno di essere rappresentata in modo adeguato". Lo dice Bruno Tabacci a Rainews24. "Dice c'è il centrodestra, ma Salvini e Meloni sono destra destra, antieuropesti con una forte simpatia per Trump. Invece poc'è tutta un'area liberal-democratica che ha bisogno di essere rappresentata".

17 - "Noi abbiamo chiesto al presidente del consiglio finalmente di occuparsi di sciogliere alcuni nodi che sono irrisolti all'interno della maggioranza di governo. Se il presidente del consiglio pratica questa strada noi ci siamo, se invece si vogliono evitare questi problemi, per tenere insieme una maggioranza raccogliticcia che non risolve i problemi del paese, pazienza". Lo ha detto il capogruppo di Iv al Senato Davide Faraone a Fanpage.

16.44 - "Abbiamo voluto 'parlamentarizzare' la crisi perché il percorso fosse trasparente e chiaro a tutti. E nel frattempo vogliamo e siamo impegnati affinché nessun provvedimento rimanga sospeso e che tutti, dallo scostamento di bilancio ai decreti ristori, alla conversione di quelli sanitari procedano ordinatamente". Così il capogruppo Pd alla Camera, Graziano Delrio, alla riunione dei deputati con Nicola Zingaretti.

16.21 - "Continuare a tirare a campare con un governo incapace di decidere alcunché alla fine conveniva a tutti: a chi è al governo, alle forze di maggioranza perché sanno che se si confrontassero col voto sarebbero decimate in Parlamento, alle forze di opposizione che crescono nei sondaggi, ai cosiddetti responsabili, gli Scilipoti 2.0 che pensano di gestire sprecandoli i soldi dell'Europa, conveniva a tutti tranne che al Paese". Lo dichiara Luciano Nobili, deputato di Italia Viva.

15.46 - La Federazione dei 'Popolari' di cui Giuseppe Gargani è presidente "ha dato vita nel mese di dicembre ad una fase costituente in preparazione di un nuovo soggetto politico di centro. Protagonisti di questa nuova fase sono stati l’on. Cesa, l’on. Rotondi, l’on. Tassone e tanti altri". Lo puntualizza lo stesso Giuseppe Gargani. "In un momento di così grande difficoltà basta concretizzare -ha aggiunto Gargani- con urgenza questo accordo già in fase di realizzazione per formare un gruppo parlamentare autonomo che metta insieme non scontenti o 'responsabili a tempo', ma protagonisti politici idonei a colloquiare con il governo e a confrontarsi con il suo programma".

15.23 - Ora "le forze politiche facciano un passo avanti, o sarebbe insopportabile, detestabile". La situazione richiede con urgenza "uno scatto di dignità". Lo chiede il vice presidente della Cei, mons. Antonino Raspanti, alla luce della crisi politica che il Paese sta vivendo nell'emergenza coronavirus. "Le crisi politiche - premette il vicepresidente dei Vescovi all'Adnkronos - fanno parte di una democrazia ma a questo punto la classe politica deve garantirci concretezza e passi avanti. Un ritorno indietro sarebbe insopportabile, detestabile". Il vescovo Raspanti parla di questione morale: "A prescindere dagli uomini che ci guidano, ora e nei prossimi anni, siccome siamo in una gigantesca difficoltà- e i dati sono chiarissimi- penso che tutti ci rendiamo conto che è necessaria una ripartenza, una rinascita. Non sarà solo un problema tecnico procedurale c'è anche una questione morale e politica, nel senso di partecipazione della cittadinanza".

15.09 - "Io dico subito che, malgrado l'enormità di quanto sta avvenendo, non giudico che quanto accaduto sia un fulmine ciel sereno, era una delle possibilità in campo e che noi abbiamo fatto di tutto per scongiurare". Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, all'assemblea del gruppo Pd alla Camera.

14.47 - Quanto accaduto è anche la conseguenza "di una condizione politica che si è determinata all'avvio di questa esperienza di governo agosto 2019. Questo governo è figlio di una scelta che abbiamo fatto e che rivendico e rifare, anche se tutti conosciamo i contorni della discussione che ci sono stati nell'agosto 2019. Ma è stato corretto di farci carico della governabilità del Paese rispetto ai rischi che si erano palesati per nostri sistema politico". Lo dice il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, all'assemblea del gruppo Pd alla Camera.

14.28 - "Stanno facendo un maquillage alla maggioranza. Da quel mi risulta i 161 non li hanno. Dopo di che, se li avranno, facciamo gli auguri al nuovo governo e auguri a tutti noi, perché penso non ci sia stato un passaggio necessario per la riqualificazione dell'azione politica che noi abbiamo chiesto". Lo ha detto l'ex ministro della Famiglia e per le Pari opportunità Elena Bonetti a Sky tg24, a una domanda sulla ricerca dei senatori che sostituiscano i rappresentanti di Iv per raggiungere la maggioranza di 161 voti a palazzo Madama.

14.02 - "Mi sono informato: non esiste alcun Paese al mondo che durante una pandemia rischia di aprire una crisi di governo. Capisco che gli italiani sono conosciuti nel mondo per essere particolarmente creativi, ma credo che oggi l'unica capacità che dobbiamo avere non è quella di creare problemi ma risolverli". A dirlo è il leader della Cgil Maurizio Landini.

13.50 - "Martedì sarà uno scenario importantissimo, per questa legislatura, che passerà alla storia per tutte le difficoltà che ha dovuto attraversare. Detto ciò io, da sola, nella maggioranza, lasciando l'opposizione dove ho fatto tante battaglie, non andrei. Ma se tutto il mio gruppo, l'Udc, con un piano e un progetto politico articolato e condiviso con questa maggioranza, decidesse di sostenere questa fase della legislatura, io mi sentirei di collaborare, anche nell'eventualità di una nuova maggioranza". Lo ha affermato Paola Binetti, senatrice Udc, ai microfoni del Gr1 Rai.

13.38 - “Una crisi di governo in pandemia è sbagliata e incomprensibile, tutti i cittadini comprendono che serve un governo nel pieno delle sue funzioni per contrastare la pandemia. Sono fiducioso che il buon senso prevarrà”. Lo ha detto Roberto Gualtieri al termine della riunione al Nazareno sul Recovery fund.

13.21 - "Per la fiducia non servono 161 voti al Senato, i Costituenti vollero deliberatamente la maggioranza relativa, i Sì devono solo battere i No". E' quanto scrive Stefano Ceccanti del Pd nel suo sito.

13.18 - E' nata oggi al Senato la componente Maie-Italia23, "per costruire uno spazio politico che ha come punto di riferimento Giuseppe Conte", spiega il senatore Ricardo Merlo, presidente Maie e sottosegretario agli Esteri in questa legislatura. Dunque la componente Maie a palazzo Madama ha cambiato denominazione: "Non cerchiamo responsabili - ha precisato Merlo - ma costruttori, a cui l'unica cosa che offriamo è una prospettiva politica per il futuro, per poter costruire un percorso di rinascita e resilienza, nell'interesse dell'Italia, soprattutto in un momento così difficile come quello che stiamo vivendo, tra la crisi sanitaria che continua a mordere e quella economica che ha messo in ginocchio imprese, attività commerciali e famiglie". "Facciamo questo alla luce del sole, con trasparenza - spiega ancora il sottosegretario alla Farnesina -. Invitiamo a far parte del gruppo tutti i colleghi senatori interessati a costruire e a lavorare da qui alla fine della legislatura per il bene del Paese e degli italiani", conclude il presidente Maie.

12.44 - "Qual è il punto decisivo per la rottura? Tanti. Ma su tutti, il Mes. Noi chiedevamo più soldi per la sanità, attivando il Mes. Il Premier ha voluto la conta in Aula". Lo scrive Matteo Renzi nella enews. "La mancata attivazione del Mes sarà pagata dai dottori, dai ricercatori, dai malati e dalle loro famiglie. E da chi potrebbe beneficiare dei capitoli di spesa che l’attivazione del Mes permetterebbe di aumentare: infrastrutture, cultura, turismo".

"I giornali dicono che il premier ha già in tasca i numeri. Alla Camera sì, li aveva anche prima. Al Senato non sappiamo ancora se ci saranno 161 voti a favore. Nel caso, la democrazia parlamentare avrà prodotto la terza diversa maggioranza in tre anni con lo stesso Premier. Vedremo se, come dicono, arriva a quota 161. Noi abbiamo posto dei problemi di merito, non possiamo adesso far finta di niente" scrive Renzi.

12.29 - I Vescovi italiani intervengono sulla crisi di governo. "Sono ore d’incertezza per il nostro Paese. In questo momento guardiamo con fiducia al Presidente della Repubblica che con saggezza saprà indicare la strada meno impervia", dice il presidente della Cei, Gualtiero Bassetti incontrando i media Cei dopo essersi rimesso dalla malattia per il Covid. "Trovo un forte stimolo - dice Bassetti - nelle parole pronunciate proprio dal Presidente Mattarella nel messaggio di fine anno: ‘Non viviamo in una parentesi della storia. Questo è tempo di costruttori'. Aggiungo: questo è anche tempo di speranza! Ci attendono mesi difficili in cui ricostruire le nostre comunità. Per questo, lo sguardo deve puntare a uscire dall’emergenza sanitaria e alle fondamenta di una nuova stagione che non lasci indietro nessuno".

12.09 - "Se Conte non è in grado di andare avanti si faccia da parte, il centrodestra è pronto ad offrire risposte concrete, la via delle elezioni è quella che segue mezza Europa". Così Matteo Salvini, incontrando i giornalisti, al termine del vertice del centrodestra.

"Mandato esplorativo al centrodestra se Conte non ce la farà? Una cosa per volta - risponde Salvini - per me i numeri" nel centrodestra "ci sono". "Italiani sappiano che noi i numeri ce li abbiamo, noi ci siamo".

"Noi siamo pronti per andare in Aula lunedì e martedì, in queste ore diversi senatori dei Cinque Stelle, fedeli alla trasparenza, che non vogliono un governo Conte-Tabacci-Mastella ci stanno dicendo che non si può andare avanti così, sono imbarazzati e disgustati, un conto è il governo del cambiamento, un altro quello del tradimento".

12.04 - "Irresponsabile Renzi". Titola così nella pagina degli editoriali El País sulla "nuova crisi politica che potrebbe sfociare nel terzo esecutivo di questa legislatura", sul "momento scelto da Matteo Renzi che ha senza dubbio pochi precedenti" anche se "possono essere parzialmente condivisibili gli argomenti" avanzati dal leader di Iv. Il giornale, convinto della necessità di "evitare un processo elettorale incerto e paralizzante" e di farlo con una "manovra politica trasparente", torna sullo "scenario incerto in cui non si può escludere la convocazione di elezioni anticipate" e sul "momento di estrema fragilità" che vive il nostro Paese "per la pandemia" di coronavirus "e la crisi economica". "Il momento risulta del tutto inadeguato - continua il giornale - e getta il Paese in un'incertezza dannosa per se stesso e per i vicini europei".

11.50 - Il quotidiano conservatore tedesco Die Welt descrive la crisi politica che si è aperta in Italia dopo il ritiro di Italia Viva dalla coalizione di governo come ''il teatro dell'assurdo''. ''Il governo a Roma è naufragato a causa di un conflitto nel quale sono stati ignorati i fatti'', scrive il quotidiano, sottolineando come ''da poco meno di un mese gli italiani erano preparati alla possibilità che ogni giorno fosse buono perché il governo cadesse'' e spiegando che ''al centro dello scontro ci sono gli aiuti economici che l'Unione europea ha promesso all'Italia per fronteggiare la crisi provocata dal coronavirus". "Con il paradosso - si segnala - che una coalizione filo europea cade proprio sugli aiuti promessi dall'Europa per tutelarsi dall'opposizione euroscettica''.

11.33 - "L’Italia ha bisogno di un governo capace di affrontare le difficili sfide che il Paese si trova davanti, non di un esecutivo zoppicante che si regge su una maggioranza raccogliticcia". Lo si legge in una nota congiunta del centro destra, al termine del vertice sulla crisi di governo. "Per seguire gli sviluppi della crisi del governo di Giuseppe Conte e concordare una strategia comune in vista di una possibile riedizione peggiorativa, i leader dei partiti della coalizione si consulteranno ogni giorno fino alla sua soluzione". "Nel corso del vertice di questa mattina, la coalizione si è confrontata sulle strategie per affrontare alcuni temi decisivi per il Paese: piano vaccini, recovery plan, scuola, ristori, nuove restrizioni anti-Covid", conclude la nota.

11.17 - ''Conte cercherà di salvare il suo governo in Parlamento''. Titola così il quotidiano spagnolo El Mundo, che annuncia le tappe che la prossima settimana affronterà il premier Giuseppe Conte per verificare se ha ancora il sostegno per governare. Prima di tutto andrà alla Camera dei deputati ''per riferire sulla crisi di governo che si è aperta questa settimana'', ma ''l'appuntamento più importante sarà al Senato''.

All'origine della crisi, scrive El Mundo, il fatto che ''l'ex primo ministro ed ex sindaco di Firenze'' Matteo Renzi ''ha abbandonato la coalizione accusandola di inerzia e in disaccordo con il piano di utilizzo dei fondi europei del Recovery Plan per far fronte alla crisi causata dalla pandemia''.

11.15 - "Invece di indulgere in intrighi politici, i politici italiani dovrebbero concentrarsi nel fare l'uso migliore dei fondi della Ue. Se dovessero fallire, la frustrazione nei confronti dell'Italia crescerebbe nel resto dell'Europa". E' questo il monito all'Italia che si legge nel commento del Financial Times, firmato dal Tony Barber, ex corrispondente dall'Italia ed ora Europe Editor del quotidiano finanziario, e intitolato 'L'intrigo politico ringhia mentre si profila una scelta fatidica per l'Italia'.

Ritirando le sue ministre del governo di Giuseppe Conte "l'ex premier Matteo Renzi ha portato incertezza nella situazione politica proprio quando l'Italia ha un grande bisogno di leadership stabile", prosegue il commento ricordando la situazione della pandemia e la conseguente crisi economica. "Ma invece di affrontare questi problemi, ora Conte si deve occupare di ricostruire la sua maggioranza".

"La buona notizia per l'Italia è che improbabile un ripetersi dell'agitazione scoppiata nel 2018", e aggiunge che ora l'Italia "gode delle misure di emergenza della Bce e spera di rivitalizzare la sua economia con i 750 miliardi di euro del Recovery". "Inoltre, le manovre di Renzi potrebbero non portare alla creazione di una nuova coalizione, tanto meno ad elezioni anticipate", afferma, e quindi "l'ultimo round di intrighi potrebbe risolversi in una tempesta in una tazza da tè". "Se fosse così l'Italia potrebbe quindi concentrarsi sulla sua massima priorità, un'efficiente applicazione del Recovery Fund", insiste ancora Ft.

11.15 - "Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte non si tocca. Il Paese non può permettersi una crisi di lunga durata, ed è anche per questo motivo che abbiamo chiesto la parlamentarizzazione della crisi, aperta irresponsabilmente da Renzi, con un passaggio chiarificatore in Parlamento, che deve essere responsabile nel sostenere il Capo del Governo". E' quanto ha affermato il capogruppo del MoVimento 5 Stelle alla Camera, Davide Crippa, nel corso del suo intervento ad 'Agorà' su RaiTre.

11.14 - "Se si manifesterà una disponibilità" da parte dei parlamentari costruttori "si realizzerà in una cornice politica. Penso ci sarà una adesione da una valutazione della situazione del quadro politico e del quadro europeo. Credo che questo sarà, molto probabilmente. Quali saranno le forme parlamentari non lo sappiamo". Lo ha detto Andrea Orlando a SkyTg24.

11.14 - Le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte alla Camera, in programma lunedì, inizieranno alle ore 12.

11.04 - "In Italia Matteo Renzi ritira il suo partito dalla coalizione, privandola della maggioranza". Titola così Le Monde sulla crisi politica italiana sottolineando che avviene ''in piena pandemia'' e aggiungendo che ''con le dimissioni di due ministri del partito Italia Viva, il governo di Giuseppe Conte non controlla più la Camera alta del Parlamento, aprendo al rischio di una crisi politica''. Il quotidiano francese dà poi risalto al fatto che il segretario del Partito democratico Nicola Zingaretti abbia descritto la mossa renziana come un ''errore gravissimo''. Il tutto ''dopo settimane di minacce e di critiche'' da parte di Renzi, che secondo il quotidiano francese ''sta giocando in grande, con il suo piccolo partito che tiene in scacco la maggioranza".

10.45 - E' iniziato alla Camera il vertice del centrodestra. L'incontro, che arriva dopo quello di ieri sera, convocato per fare il punto sulla crisi di governo, vede presenti Matteo Salvini, Giorgia Meloni (collegata via zoom) e Antonio Tajani. Ci sono inoltre Lorenzo Cesa, Maurizio Lupi, Giovanni Toti e Gaetano Quagliariello.

10.26 - "Devo dire che nelle ultime ore qualche parlamentare cinque stelle, che rimane fedele alla trasparenza originaria ed è imbarazzato da queste trattative con Tabacci e Mastella, sta bussando alle porte della Lega". Così Matteo Salvini, entrando alla Camera per il vertice del centrodestra.

"Centrodestra è compatto, sta lavorando a un programma di governo, riteniamo sia impensabile andare avanti così, oggi sono a fianco dei 100mila commercianti, ristoratori e baristi che riapriranno" dice Salvini.

"Mi rifiuto di pensare che gli italiani e lo stesso Mattarella possano subire un governo Conte-Grillo-Tabacci-Mastella-Scilipoti, e quindi ci stiamo preparando per una alternativa".

9.55 - "Prima di parlare dei costruttori, parliamo dei rischi che stiamo correndo, tutti gli scenari sono aperti". Lo dice Giuseppe Provenzano, ministro per il Sud, ospite di Rainews 24, rispondendo a una domanda se tra i costruttori possano esserci anche esponenti di Italia Viva.

"Raccontare questo passaggio come una resa dei conti non è rispettoso dei cittadini, è momento decisivo che non può essere minato, deve essere risolto in Aula". "Renzi distruttore? Non lo dico io...", conclude il ministro.

9.32 - “Renzi lunedì toglierà la fiducia a Conte e noi gliela confermeremo, convintamente. Abbiamo riunito le nostre proposte. Nessun ultimatum". È quanto affermano i 13 deputati M5S che hanno presentato alcune proposte programmatiche e organizzative nell’assemblea di ieri sera. “Nel documento abbiamo chiesto che la nuova leadership del M5S venga eletta al più presto e che si faccia un contratto di governo chiaro, nero su bianco", sottolineano i pentastellati.

“Abbiamo avanzato delle proposte programmatiche - ricordano - senza mai mettere in discussione Conte. Anzi, abbiamo ribadito che durante la crisi Covid Conte ha fatto scelte inedite, mobilitando risorse eccezionali e con una spesa a deficit che ha dimostrato che si poteva e doveva violare il tabù delle regole ultradecennali dell’austerity imposte dal trattato di Maastricht in poi". "Non ci pare affatto una sfiducia a Giuseppe Conte. Ci pare una sveglia per un cambio di passo del MoVimento 5 Stelle", concludono i 13.

9.21 - "Ce ne fossero di responsabili come me in Parlamento, sono stato un precursore dei tempi, dimostrando che il parlamentare deve rispondere al Paese e non alle lobby. Il Paese non può andare in crisi in questo momento delicato, non si può andare ad elezioni adesso. Oggi destra e sinistra dovrebbero stare insieme in un programma comune a scadenza per ritornare alle urne quando sarà possibile farlo". Lo dice a Radio Cusano Campus Domenico Scilipoti, che nel dicembre 2010 lasciò Antonio Di Pietro per ‘salvare’ il Berlusconi quater.

9.06 - “Trovo incomprensibile e incredibile che l'Italia e in parte anche l'Europa debbano andare dietro le follie di una sola persona”. Lo dice, intervistato dal Corriere della Sera, l'ex premier Enrico Letta che nel 2014 dovette cedere la campanella a Matteo Renzi. "Ma la situazione oggi - osserva - è molto diversa, lui allora era il segretario del Pd, oggi è il capo di una cosa che è più piccola del Psdi”. Secondo Letta, Renzi è riuscito ad innescare la crisi perché, “nelle elezioni del 2018 ha fatto lui le liste elettorali del Pd. Si tratta di un potere inerziale di interdizione, con il quale - sottolinea - ha messo in ginocchio la politica italiana e ci fa fare nel mondo la figura del solito Paese inaffidabile, pizza, spaghetti, mandolino”.

8.54 - La manovra del leader di Italia Viva Matteo Renzi che ha aperto una crisi nel governo è "surreale" e "va oltre ogni logica". E' quanto afferma la ministra per la Pa Fabiana Dadone in un'intervista al quotidiano spagnolo 'El Correo'. Dadone esclude sia la richiesta di elezioni anticipate che la creazione di un governo tecnico o "soluzioni improvvisate e coalizioni rattoppate". Punta invece su un "consenso organizzato" perché Giuseppe Conte resti presidente del Consiglio.

8.16 - L'appuntamento è stamattina alle 10 per un nuovo vertice di centrodestra per fare il punto della situazione politica. Matteo Salvini, Giorgia Meloni, Antonio Tajani e i 'piccoli' della coalizione torneranno a vedersi per definire e concordare una strategia unitaria sulla crisi del governo Conte.

8.10 - “Che cos'è, una profezia che si auto-avvera? Non mi pare che abbia i numeri. Ma se li avrà, auguri. È la democrazia. E la democrazia è sacra. Resta un fatto, però: se non prende 161 voti, tocca a un governo senza Conte”. Lo dice, intervistato da La Stampa, Matteo Renzi, leader di Iv. In merito al fatto che Conte potrebbe prendere voti proprio da qualcuno della sua formazione politica Renzi afferma: ”Non sarei così sicuro. Forse qualcuno lascerà, ma se fossi nel governo, almeno per scaramanzia, aspetterei martedì per vedere come va a finire. E resta il fatto che io ho posto una serie di questioni di merito su vaccini, sanità e investimenti, mentre loro rispondono con una manciata di responsabili. Magari avranno la vittoria numerica, ma io ho scelto una strada politica, Conte ha scelto l'azzardo. Governare mettendo assieme Mastella e la De Petris di Leu non sarà facile”.

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