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Crisi governo, M5S 'scopre' senatori a vita: quando Grillo voleva abolirli

19 gennaio 2021 | 17.25
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(Foto Fotogramma)
(Adnkronos)

"Coloro che non possono cambiare idea non possono cambiare niente", diceva George Bernard Shaw. E chissà se a qualcuno, nel M5S, sono venute in mente queste parole nelle ore più delicate della crisi, con il governo Conte 'appeso' anche ai voti dei senatori a vita, decisivi per la sopravvivenza dell'attuale maggioranza. Scroscianti applausi provenienti soprattutto dalle tribune pentastellate oggi hanno accolto l'ingresso in Aula di Liliana Segre, che all'età di 90 anni si è recata a Palazzo Madama proprio per dare la fiducia all'esecutivo giallorosso.

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Eppure c'è stato un momento in cui i pentastellati volevano cancellare i senatori a vita con un tratto di penna dalla nostra Costituzione. Sul Blog di Beppe Grillo e sul Blog delle Stelle sopravvive ancora una pubblicistica in tal senso. Nel lontano 2008 - secondo governo Prodi - Grillo scriveva: "I nostri nonni governativi escono dagli ospizi per entrare in Parlamento con lo stesso obiettivo. Il governo è al sicuro grazie al voto dei senatori a vita. La Montalcini dai capelli turchini ha l'età di una trisavola e Andreotti è prescritto a vita e quindi non può morire. I costi della politica sono destinati ad aumentare. Badanti, infermieri, accompagnatrici e ambulanze per ricoveri d'urgenza in Piazza Montecitorio ci costeranno una Finanziaria".

Passa qualche anno - è il 2012 - ma Grillo non cambia idea sull'argomento: "La composizione del Parlamento, in teoria, dovrebbe essere decisa solo dal popolo sovrano. Non è così. L'istituto delle nomina del senatore a vita sfugge a qualunque controllo democratico. E' una promozione di carattere feudale, baronale, come ai tempi dei valvassini e dei valvassori. Per diritto divino".

E ancora: "I senatori a vita non muoiono mai, o almeno muoiono molto più tardi. In Senato pochi voti possono determinare l'esito di un voto di fiducia o l'approvazione di una legge non costituzionale. E' già successo. I senatori a vita possono risultare decisivi. E' già successo". E succederà ancora. Nel 2013 il del co-fondatore M5S rincara: "Sono contrario alla nomina di senatori a vita con diritto di voto che alterano gli equilibri della democrazia popolare. Un'usanza medioevale e antidemocratica".

Risale sempre allo stesso anno un intervento di Vito Crimi - attuale capo politico dei 5 Stelle - dal titolo "Discutiamo: Abolizione della carica di senatore a vita", che annuncia l'inizio della discussione sulla applicazione 'Lex' (antenata di Rousseau) del disegno di legge costituzionale per abolire l'istituto dei senatori a vita: "Il 12 dicembre la Giunta per le Elezioni del Senato ha convalidato l'incarico dei 4 senatori a vita, recentemente nominati dal Presidente Napolitano", scriveva Crimi, spiegando che il M5S si era astenuto "in quanto da sempre contrario all'istituto dei senatori a vita. La loro presenza distorce la rappresentanza parlamentare e in particolare quella del Senato della Repubblica in quanto integrata con soggetti aventi una legittimazione deliberatamente non democratica che oggi non trova più alcun motivo di esistere". Oggi, 2021, quel motivo c'è. (di Antonio Atte)

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