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Crisi governo, panico M5S: "Numeri non ci sono"

16 gennaio 2021 | 17.07
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La nota dell'Udc cambia il quadro e nel Movimento c'è chi chiede lo stop al veto su Italia Viva

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"I numeri non ci sono", dice all'Adnkronos un esponente di governo del Movimento 5 Stelle quando sulle agenzie si materializza la nota dell'Udc. Il partito di Lorenzo Cesa si sfila dall'operazione responsabili ribadendo la sua permanenza nel centrodestra. Quanto basta per far scatenare il panico nelle chat grilline, che in un primo momento avevano benedetto l'operazione 'costruttori' pur di dare il benservito a Matteo Renzi e a Italia Viva. Ma adesso la situazione sembra essere mutata. E c'è chi torna a caldeggiare un dialogo con Italia Viva per scongiurare una fine traumatica della legislatura e il conseguente e ritorno al voto, vero spauracchio di queste ore concitate.

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"Il premier non può tenerci tutti in ostaggio - si sfoga un parlamentare pentastellato -, deve dimettersi in modo da sbloccare il Conte Ter. E deve far cadere il veto su Italia Viva". Un Conte Ter che per molti eletti M5S rappresenta la possibilità di rimettere mano alla squadra di governo. "I vertici si sono impuntati, non vogliono cambiare niente. E invece nei gruppi molti chiedono di sostituire chi finora non ha lavorato bene", rimarca un altro deputato. I riflettori sono puntati sulle prossime mosse del premier. Nei giorni scorsi Conte ha chiuso la porta a Iv. "Lo ha fatto lui, non noi", sussurra un grillino. "Noi stiamo col premier - prosegue - ma se dovesse ostinatamente rimanere sulle sue posizioni non andremmo certo a immolarci per lui...".

Riunione

A quanto si apprende da fonti M5s, nel corso dell'odierna riunione del capo politico del Movimento 5 Stelle Vito Crimi e del capodelegazione Alfonso Bonafede con i direttivi di Camera e Senato "è stata ribadita da tutti l'assoluta compattezza del Movimento 5 Stelle attorno al presidente Conte".

Una posizione che "non è in discussione", così come resta confermata "l'impossibilità di qualunque riavvicinamento con Renzi, che ha voluto lo strappo nonostante i nostri parlamentari avessero lavorato bene su tanti progetti" con deputati e senatori di Italia Viva. Da parte dei presenti è emersa netta la volontà di "non voltarsi più indietro: il Movimento continua a lavorare pensando solo al bene del Paese".

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