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Crisi governo, Uil: "Incomprensibile, a rischio 2 milioni di posti lavoro"

14 gennaio 2021 | 16.18
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Il segretario Bombardieri all'Adnkronos: "Quando scoppierà la bomba sociale nessuno ci venga poi a chiedere 'dove eravate'. Siamo qui a dire, a invocare, non scherzate con il fuoco"

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(Fotogramma)
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(Tes/Adnkronos)

"Siamo in una situazione davvero incomprensibile. Pensavamo che la pandemia modificasse in meglio i comportamenti di tutti e invece purtroppo non è così. C'è un potenziale di circa 2 milioni di persone che potrebbe perdere il posto di lavoro nei prossimi mesi: se la politica, tutta, di fronte a questa situazione così drammatica pensa di perdere tempo e di non decidere, quando scoppierà la bomba sociale nessuno ci venga poi a chiedere 'dove eravate'. Siamo qui a dire, a invocare, non scherzate con il fuoco". Così il leader Uil, Pierpaolo Bombardieri in una intervista all'Adnkronos commenta la complicata situazione politica all'indomani dell'apertura di una crisi dagli esiti incerti.

"A Montecitorio sembrano vivere lontano dal mondo reale, in una bolla separata dal tempo e dallo spazio. Tra meno di due mesi scade il blocco dei licenziamenti di cui noi chiediamo assolutamente la proroga così come serviranno ulteriori risorse per gli ammortizzatori sociali. La crisi sanitaria e quella economica che stiamo attraversando hanno bisogno in questo momento di risposte precise. Speriamo perciò che la politica esca da quella bolla e confidiamo nel Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, che sia in grado di richiamare ognuno alla propria assunzione di responsabilità", dice.

"Il momento è molto delicato e si rischia veramente di creare un grave vulnus economico, sociale e sanitario", spiega ancora Bombardieri mettendo a fuoco i numeri che a fine marzo, con l'esaurirsi del blocco del licenziamenti, deflagreranno: circa 500.000 posti di lavoro sono già andati persi tra contratti a tempo, Gig economy, borderline e precari. A questi si somma l'allarme di Confcommercio che dice che in questi primi mesi rischiano di chiudere circa 300.000 attività commerciali per le quali la Uil stima che potrebbero restare per strada tra le 300mila/ 400.000 persone. E infine la Uil considera l'allarme che arriva da Confindustria che calcola in 1 mln i licenziamenti possibili dal 31 marzo in poi, verosimilmente per il sindacato, circa 600 mila. "Ma comunque complessivamente parliamo di un potenziale di circa 2 mln di persone che potrebbero perdere il posto di lavoro nei prossimi mesi", ripete Bombardieri.

E alla nuova formazione di governo che dovrà nascere, fosse anche solo da un rimpasto, la Uil ribadisce la necessità di ricorrere al Mes per coprire le spese sanitarie. "Lo diciamo da tempo e lo ripetiamo, c’è necessità di investire nella sanità pubblica anche se Gualtieri continua a dirci che si tratta di debito. E mi pare, aldilà delle scelte ideologiche, che anche le indicazioni date all’interno del Recovery Fund, che non ci è stato mai ufficialmente presentato, dimostrino come ci sia maggior necessità di investimento in sanità".

Mes e ancora Mes, dunque, soprattutto di fronte al paradosso tutto italiano: "Da una parte la scarsissima risposta data, rispetto alle previsioni, al bando del Commissario Arcuri per nuovi infermieri e medici; dall'altra la 'fuga' di oltre 7mila infermieri che, formati e laureati in Italia, vanno all’estero guadagnando una cifra discreta". Una situazione, questa, "che dice molto e a cui bisogna rispondere ora", prosegue ricordando le critiche rivolte comunque al Conte 2.

"Non abbiamo fatto sconti a nessuno, né al governo né al presidente del Consiglio. Abbiamo detto che la manovra non ci convinceva, che non aveva un’anima e siamo ancora convinti di questo. Siamo convinti che la gestione del Recovery Fund non sia esente da colpe visto che di quel dialogo sociale, del confronto democratico sulla discussione per la sua messa a punto, indicata dalla Commissione Ue si sono perse le tracce. Non sappiamo se ci sarà adesso", conclude inviando al prossimo Presidente del Consiglio un sms: "la scelta delle sei misure fondamentali è coerente con quanto indicato dall'Europa e quindi la discussione non si apre neppure. Ma invece vorremmo conoscere, per ogni intervento delineato, oltre all'impatto sul Pil anche l'impatto sull'occupazione".

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