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Crisi: Monti, Obama chiamava spesso e Soros insisteva per richiesta salvataggio

30 aprile 2014 | 16.41
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Durante i mesi più difficili della crisi nei quali si è trovato ad agire il governo guidato da Mario Monti, "il presidente Obama chiamava piuttosto spesso per sapere cosa stesse accadendo in Italia e nell'eurozona". Lo dice in un'intervista al Wall Street Journal l'ex premier, aggiungendo che il presidente Usa, "specialmente in un anno elettorale", non poteva "permettersi" un'esplosione della zona euro. L'"agenda" del governo, spiega ancora Monti al Wsj, era di "impedire " che l'Italia "diventasse come la Grecia".

L'ex premier ricorda che "a partire da Novembre (2011, ndr) la Germania, l'Fmi e investitori privati come George Soros invitavano con forza l'Italia a fare richiesta per qualche forma di salvataggio. Io dissi 'assolutamemnte no'. Perché dovevamo mobilitare il Paese affinché accettasse dure riforme strutturali e di austerità".

"Arrivai a Roma come qualcuno proveniente da Marte -ricorda ancora Monti- Avevo un grande vantaggio: non ero legato ad alcuna rete di 'potere grigio'. Ma avevo il grande svantaggio di essere un outsider. Mia moglie ed io praticamente non fummo mai invitati a una cena a Roma. Eravamo visti come oggetti estranei, il che era piuttosto un bene, per salvaguardare la nostra indipendenza", conclude l'ex premier.

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