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Immigrati: cristiani annegati, arrestato lo scafista del gommone

23 aprile 2015 | 15.07
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Si tratta di un senegalese di 26 anni che si era confuso con gli immigrati ospitati in una struttura di accoglienza a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo

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La polizia di Arezzo ha arrestato il pilota del barcone in viaggio una settimana fa nel canale di Sicilia, e diretto in Italia, su cui, in una lite per motivi religiosi, sarebbero stati lanciati in mare una decina di migranti cristiani da parte di alcuni musulmani. Si tratta di un senegalese di 26 anni, Shea Cheikho (ma ha fornito vari nomi, tra cui Seckou Diop), che si era confuso con gli immigrati ospitati in una struttura di accoglienza a Foiano della Chiana, in provincia di Arezzo. Lo scafista aveva eluso i controlli in Sicilia ed era arrivato fino in Toscana come profugo.

Nei giorni scorsi le indagini condotte dalla squadra mobile di Palermo hanno portato al fermo di indiziato di delitto di alcuni migranti riconosciuti responsabili di omicidio. Le risultanze delle indagini hanno anche permesso agli investigatori palermitani di pervenire all'individuazione dell'uomo che, alla guida del gommone, avrebbe condotto i migranti in acque internazionali, identificando lo scafista in Shea Cheikho, nato in Senegal il 1° gennaio 1989.

Lo scafista, che si era nascosto tra i migranti, era già stato inserito, nel frattempo, nel servizio di protezione per richiedenti asilo ed assegnato alla regione Toscana per la sua prima accoglienza sul suolo nazionale.

Immediata è stata la segnalazione della squadra mobile di Palermo che ha coinvolto le omologhe strutture della Toscana nelle ricerche del criminale. Nel pomeriggio di ieri, la squadra mobile della Questura di Arezzo ha sottoposto a fermo d'indiziato del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina Shea Cheikho, sbarcato lo scorso 15 aprile al porto del capoluogo siciliano unitamente ai migranti clandestini soccorsi in acque internazionali dalla nave 'Ellensborg'.

Lo scafista senegalese è stato riconosciuto come il conducente del gommone che, salpato dalle coste libiche, ha condotto circa 100 migranti in acque internazionali al fine di favorire il loro ingresso irregolare nel territorio nazionale.

L'uomo è stato rintracciato in una struttura di accoglienza in Toscana dagli agenti della squadra mobile nel comune di Foiano della Chiana (Ar), in via Ricasoli 25.

Il senegalese è stato sottoposto a fermo di indiziato del delitto di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, aggravato dal fatto che le persone trasportate erano state esposte a pericolo per la loro vita o per la loro incolumità, viaggiando in condizioni di sovraffollamento e in assenza di dotazioni di sicurezza individuali, al termine degli atti di rito, è stato trasferito in carcere.

Lo scorso 12 aprile la nave 'Ellensborg' ha soccorso un gommone con a bordo circa cento migranti ed alcuni giorni dopo li ha condotti, per lo sbarco, al porto di Palermo. I profughi, appena sbarcati, hanno raccontato di aver assistito ad uno scontro, scatenatosi verosimilmente per ragioni etnico-religiose, tra migranti di fede islamica e migranti cristiani.

Dalle testimonianze raccolte è emerso che, in occasione di questi scontri, alcuni passeggeri del gommone erano stati volutamente gettati in mare da migranti dell'altra fazione. Le indagini condotte dal personale della squadra mobile di Palermo hanno portato al fermo di indiziato di delitto di alcuni migranti riconosciuti responsabili di omicidio. Infine ora è stato arrestato il pilota dello scafo.

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