Roma Pride, Adinolfi con la bandiera di Israele. Marrazzo: "Provocazione, allontanato"

Sul carro Gender X la bandiera palestinese e gli insulti ai Pro Vita. In prima fila al corteo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri: "Il nostro Paese è in ritardo sui diritti, gap va colmato"

In prima fila al corteo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri - Foto Adnkronos
In prima fila al corteo il sindaco di Roma Roberto Gualtieri - Foto Adnkronos
20 giugno 2026 | 15.36
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Mario Adinolfi è stato allontanato dal Roma Pride, dopo essersi presentato con una bandiera di Israele. A riferirlo è Fabrizio Marrazzo, portavoce del Partito Gay LGBT+: “Dopo anni di attacchi alle nostre famiglie e alle persone LGBT+, si è presentato solo per provocare. Con gli attivisti e le forze dell’ordine lo abbiamo fatto allontanare: cercava visibilità per poi fingersi vittima”.

Marrazzo aggiunge: “Il Pride rappresenta i valori della non discriminazione. Venire qui con posizioni contro i nostri diritti è una strumentalizzazione. Chi porta avanti idee ostili non appartiene al Pride”.

Sul caso interviene anche Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride: “Non sapevo nulla dell’allontanamento. La bandiera di Israele è l’ultimo dei problemi rispetto a tutto ciò che Adinolfi ha detto su di noi. Questa non è la sua piazza; se ha cambiato idea, buon per lui”.

Il 'vaffa' a Vannacci

Un 'vaffa' forte e chiaro per il generale Vannacci scandito al microfono dal carro del Roma Pride alla sfilata nel centro della Capitale. “Vaffa perché, lo diciamo forte e chiaro - scandiscono tra gli applausi- il Pride è antifascista”.

La bandiera palestinese e gli insulti ai Pro Vita

Una bandiera palestinese e il manifesto esplicito di un ‘vaffa’ ai Pro Vita campeggia sul carro Gender X. “La bandiera della Palestina per supportare tutti gli oppressi - dice all’Adnkronos l'attivista Indaco sporgendosi dal carro - in questo momento è in corso un genocidio in Palestina, quindi diamo tutto il supporto possibile”. Quanto al cartello rivolto ai Pro Vita “penso sia già abbastanza esplicito - dice - l'aborto è un diritto e non ci si può togliere i diritti che sono stati sudati”.

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Sindaco Gualtieri: "L'Italia è in ritardo sui diritti, va colmato il gap"

Il corteo del Roma Pride 2026 si è aperto con lo striscione 'La Repubblica è di chi la abita', guidato dalle Harley Davidson dei City Angel. In testa anche il sindaco Roberto Gualtieri, che ha richiamato la necessità di colmare i ritardi dell'Italia sui diritti: “Questo Paese deve fare ancora molto per garantire a tutti gli stessi diritti. La nostra legislazione è arretrata e non rispetta pienamente la Costituzione”. Gualtieri ha sottolineato che l’obiettivo è “raggiungere il livello degli altri Paesi europei”, partecipando al Pride “per festeggiare, ma anche per lottare”.

Gli psicologi al Pride: "La libertà d'espressione è salute"

Maria Antonietta Gulino, presidente del Consiglio nazionale dell’Ordine degli psicologi, al Roma Pride ribadisce che tutelare il benessere delle persone significa permettere a ciascuno di essere sé stesso, con i propri affetti e le proprie relazioni. Sottolinea che “lo dice la scienza” e che discriminazioni e disuguaglianze “fanno male alla salute”.

La presenza dell’Ordine, spiega, non è ideologica ma necessaria: “Se posso essere me stesso e amare chi desidero, sto bene nelle mie relazioni, al lavoro, con tutti”. Per Gulino, sostenere la libertà d’espressione significa anche sostenere la società, perché “polis e comunità sono collegate” e il benessere individuale contribuisce a quello collettivo.

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