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Cuba: Assata Shakur, la più ricercata dell'Fbi rifiugiata all'Avana/Adnkronos

11 aprile 2015 | 15.52
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La militante dei Black Panther, evasa nel 1979 dal carcere dove scontava l'ergastolo per l'omicidio di un agente, è una dei circa 80 'fugitives' americani rifugiati nell'isola caraibica. La donna, che si dichiara innocente e vittima di persecuzione politica, ha ispirato anche la canzone del rapper Common, che è stato invitato nel 2011 alla Casa Bianca da Michelle provocando polemiche/Video

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(dal sito Fbi)

Assata Shakur, l'unica donna nella lista dei "most wanted terrorist" dell'Fbi, vive rifugiata a Cuba dal 1984 dopo essere evasa nel 1979 dalla prigione americana dove scontava l'ergastolo per l'omicidio di un agente del New Jersey. Quello della militante della Black Liberation Army, nata 65 anni fa come Joanne Chesimard a New York, è il caso più eclatante tra la decina di 'fugitives' americani che negli scorsi decenni sono stati accolti nell'isola caraibica che dal 1982, proprio per essere una sorta di rifugio di terroristi internazionali, compresi quelli dell'Eta, è stata inserita nella lista dei paesi 'sponsor' del terrorismo.

L'eventuale annuncio della decisione di Barack Obama di rimuovere Cuba da questa lista, e il conseguente avvio delle relazioni diplomatiche tra Washington e l'Avana, potrebbe quindi avere delle conseguenze su questi casi. "Noi consideriamo ogni cambiamento nelle relazioni con Cuba come un'opportunità di riportare Chesimard negli Stati Uniti per scontare la sua pena", ha dichiarato, dopo lo storico annuncio dell'avvio del disgelo tra Washington e l'Avana, la polizia del New Jersey che continua da anni a cercare di far estradare la donna nel Paese.

E che spera che "in questa nuova situazione internazionale" la taglia di due milioni di dollari posta dall'Fbi, che considera Chesimard una "terrorista interna", possa portare ad una soluzione nel caso. Allora dall'Avana era stata gettata acqua sul fuoco di queste speranze, con funzionari del ministero degli Esteri che affermavano di "aver spiegato in passato agli Stati Uniti che vi sono delle persone che vivono a Cuba alle quali è stato legittimamente dato l'asilo politico". Senza contare che al momento non vi è un trattato di estradizione tra i due Paesi. (segue)

Sul caso Chesimard c'e' anche da tempo una mobilitazione a livello politico: nel 1998 il Congresso ha approvato una risoluzione in cui si chiede che venga riconsegnata agli Stati Uniti la donna. Ed alcuni repubblicani del New Jersey hanno già annunciato nelle scorse settimane che faranno di tutto per fermare la normalizzazione dei rapporti con l'Avana, per esempio bloccando l'approvazione dei fondi per la riapertura dell'ambasciata, se il governo cubano non approverà l'estradizione di Chesimard.

Condannata per l'omicidio di un agente che aveva cercato di fermare l'auto a bordo della quale viaggiava insieme ad altri due black panther - uno dei quali ora 77enne potrebbe essere scarcerato con la condizionale nelle prossime settimane - Chesimard si è sempre dichiarata innocente, dicendosi vittima di persecuzione politica. "Sono stata condannata in quello che non posso chiamare un processo, ma un linciaggio da parte di una giuria di soli bianchi", ha affermato in un'intervista del 2001.

Shakur ha anche ispirato una canzone del rapper Common, intitolata "A Song for Assata" che ha provocato una certa polemica quando il cantante e l'attore di Chicago - che era apparso anche nel video "Yes we can" a sostegno della candidatura di Obama - è stato invitato da Michelle Obama ad una serata musicale alla Casa Bianca.

E nelle scorse settimane un college del New Jersey ha annullato la partecipazione del rapper alla cerimonia di laurea dopo le proteste della polizia dello stato. Sul fronte opposto, il mese scorso un gruppo di studenti afroamericani di Berkley ha chiesto di dedicare un'aula della famosa università californiana ad Assata Shakur.

Se il caso Shakur continua a fare discutere, vi sono altre decine di casi - 80 secondo il Daily Beast - di fugitives americani rifugiati a Cuba. Come quello dei tre militanti della Black Panther che dirottarono un aereo da Albuquerque per sfuggire nel 1972 all'arresto per l'omicidio di un agente. Due di loro sono intanto morti, uno annegato l'altro di cancro, e il terzo, Charlie Hill, continua a vivere all'Avana. Anche Ishmael Ali LaBeef arrivò a Cuba dirottando un aereo, per sfuggire all'arresto per una rapina che si era conclusa con la morte di 8 persone alle Virgin Island.

Sono stati moltissimi i dirottamenti aerei americani a Cuba tra la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70: si pensi che sono stati 82 solo nel 1969 e oltre 150 fino al '72. Il fenomeno si fermò dopo il 1973, quando Washington e l'Avana raggiunsero un accordo per la riconsegna dei dirottatori ricercati in America. A Cuba è rifugiato anche un militante del Faln, gruppo per l'indipendenza di Puerto Rico, William Morales, che nel 1979 perse entrambe le mani assemblando un ordigno esplosivo e riuscì poi a fuggire dall'ospedale.

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