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A Roma il Complesso delle Quattro Fontane torna alla sua antica bellezza

Dopo 9 mesi di lavori e una spesa di 320mila euro

CULTURA
A Roma il Complesso delle Quattro Fontane torna alla sua antica bellezza

Il Complesso delle Quattro Fontane a Roma torna alla sua antica bellezza. Dopo nove mesi di lavori, ed una spesa complessiva di 320mila euro, è stato inaugurato oggi il restauro dell'opera, realizzata a partire dal 1588 sotto il pontificato di Sisto V. "E' un giorno importante - ha detto l'assessore alla Cultura e al Turismo di Roma, Giovanna Marinelli - perché queste quattro fontane sono molto amate dai romani, sono legate all'identità della città e all'immaginario dei cittadini. Questa è proprio una restituzione alla città. La bellezza di questi cantoni è veramente notevole e molto fruibile. E' vero che è un posto di grande traffico, ma è anche vero che è posto visibile in ogni momento della giornata". L'assessore ha inoltre aggiunto che "stiamo lavorando su altre fontane, perché il tema dell'acqua è il tema di Roma, e le fontane sono l'acqua di Roma".


Il restauro, finanziato da Fendi, rientra nel progetto 'Fendi for Fountains', che comprende anche il recupero della Fontana di Trevi. L'operazione più complessa dell'intervento, è risultata la rimozione dei depositi, che oltre ad aver completamente alterato la lettura delle opere, risultavano particolarmente dannosi per la conservazione dei materiali costituitivi.

Nel dettaglio, su gran parte delle superfici è stata utilizzata acqua nebulizzata con impacchi localizzati di soluzioni saline, mentre la rimozione delle sedimentazioni calcaree è stata eseguita con strumentazioni meccaniche di precisione. Inoltre è stato revisionato l'impianto idrico e realizzato un nuovo sistema di illuminazione artistica con tecnologia al Led.

"Abbiamo restituito - ha spiegato il sovrintendente capitolino ai Beni culturali, Claudio Parisi Presicce- un'altra fontana alla città. L'acqua, e quindi le fontane, sono l'immagine forse più vitale di una città. Le quattro fontane sono in un punto particolarmente frequentato, e molto importante anche dal punto di vista della presenza di visitatori perché siamo vicini al Quirinale e ad una chiesa tra le più ammirate del Borromini, il San Carlino al Quirinale.

Il restauro - ha poi sottolineato Parisi Presicce - è un'operazione sempre molto complessa che richiede la presenza di molti professionisti, restauratori, storici dell'arte e tecnici. Quando poi si tratta di acqua, abbiamo anche a che fare con il problema dei depositi calcarei che si collocano sulle sculture in maniera incoerente".

Per questi motivi, per Parisi Presicce, "l'intervento ha richiesto una professionalità intensa e complessa". E sulla possibilità che lo smog dovuto al traffico che insiste in questa zona possa vanificare gli effetti del restauro, Parisi Presicce ha evidenziato: "Credo che, con il monitoraggio e la manutenzione continua, si riescano a prevenire i rischi di un degrado troppo rapido. Il nostro compito è quello di rallentare il più possibile il degrado che riguarda i monumenti all'aperto".



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