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Gli ultimi giorni di Giaime Pintor in 'La mina tedesca' di Ferrucci

Carlo Ferrucci firma 'La mina tedesca'

CULTURA
Gli ultimi giorni di Giaime Pintor in 'La mina tedesca' di Ferrucci

'La mina tedesca - Il vero romanzo di Giaime Pintor' (Tra le righe) di Carlo Ferrucci racconta gli ultimi ottanta giorni di vita di Pintor. Nel 1943 il giovane intellettuale (era nato nel 1919) era una promessa della cultura italiana, collaborava con le maggiori riviste nazionali e traduceva con abilità dal tedesco opere liriche e teatrali. Nei giorni successivi all'Armistizio dell'8 settembre, Pintor decide di vivere fino in fondo il suo tempo e di impugnare le armi nel nome di un ideale di libertà, partecipando alla difesa di Roma dall'attacco tedesco e scegliendo di continuare a combattere anche dopo la resa delle forze italiane.

Parte perciò per Brindisi, nella speranza che il re e il primo ministro Pietro Badoglio, rifugiatisi nella città occupata dagli angloamericani, si affrettino a organizzare in funzione antitedesca quel che resta dell’Esercito italiano. È breve però la permanenza nel capoluogo pugliese e presto Pintor abbraccia l’idea di partecipare alla creazione di un corpo di volontari; il fallimento di questo progetto lo spinge a partire alla testa di un commando inquadrato nell’esercito inglese per aggregarsi alla Resistenza. Ha solo 24 anni quando muore dilaniato da una mina tedesca nel tentativo di attraversare le linee di guerra presso il Volturno.

Ferrucci, in 'La mina tedesca', mescola verità storica e romanzo verosimile. Come recita il sottotitolo, la ricostruzione degli ultimi giorni di vita di Pintor, è fedele e ben documentata, l’autore è infatti nipote del noto intellettuale e si è avvalso di notizie di prima mano fornitegli dai familiari.

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