La Sicilia come isola plurale in esposizione al Castello di Lipari

L'ex chiesa del castello dell'isola ospiterà le opere di quaranta artisti contemporanei e non

CULTURA
La Sicilia come isola plurale in esposizione al Castello di Lipari

La Sicilia come isola plurale, come microcosmo denso di differenti linguaggi capaci di rappresentare mondi a sé e tra loro contrastanti, rivendicando l'esigenza di un viaggio per immagini sempre diverse. 'Eolie 1950/2015 - Mare Motus' è il titolo della mostra che, a partire da domenica 12 luglio, apre al pubblico negli spazi suggestivi della ex chiesa di Santa Caterina, nel Castello di Lipari. L'evento espositivo, a cura di Lea Mattarella e Lorenzo Zichichi, è parte integrante del più ampio progetto culturale di durata biennale 'Mare Eolie' che vede interessata l’area della cittadella fortificata.


Dalla comprensione del titolo e del sottotitolo della mostra, 'L’isola nell'arte contemporanea dalla Sicilia al Cile' emerge il progetto curatoriale, ovvero individuare, attingendo al panorama nazionale ed internazionale, un gruppo di circa quaranta artisti che possa affrontare per l’occasione o abbia già affrontato, il tema dell’isola, attraverso tecniche espressive quali pittura, scultura, video, fotografia, ceramica, per sottolineare l’idea della modernità nell’ambiente antico, divenuto raffinato spazio espositivo.

Le opere si troveranno, infatti, a dialogare con lo spazio dell’ex chiesa, imponente luogo fisico, e vero e proprio luogo dell’anima, dove depositare, attraverso il linguaggio contemporaneo, emozioni e riflessioni, portando allo scoperto i segni storico culturali che l'hanno da sempre contraddistinto. Accanto fotografie e video installazioni di contemporanei, i lavori dei maestri del Novecento siciliano come Carla Accardi, Fausto Pirandello, Renato Guttuso, Antonio Sanfilippo, Piero Guccione, Emilio Isgrò, Pietro Consagra, insieme ad una testimonianza di Alberto Burri che collega la mostra all’esperienza di Gibellina.



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