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Schmidt, obiettivi Uffizi? No code, audioguide e turisti cinesi

Spazi in affitto ai privati? Perché no. Ma non le stanze iconiche e non a buon prezzo. E non aspettattevi concerti rock

CULTURA
Schmidt, obiettivi Uffizi? No code, audioguide e turisti cinesi

Al telefono risponde subito con un vivace 'pronto' in italiano, prima di proseguire in tedesco l'intervista con l'agenzia di stampa Dpa. D'altronde di esperienze in Italia Eike Schmidt, storico dell’arte di 47 anni, da oggi direttore delle Gallerie degli Uffizi a Firenze, ne ha fatte diverse. Nato a Friburgo, si è laureato in storia dell’arte medievale e moderna alla Ruprecht-Karls-Universität di Heidelberg nel 1994 e nella stessa università ha conseguito con lode, nel 2009, il dottorato di ricerca in storia dell’arte con una tesi su 'La collezione medicea di sculture in avorio nel Cinque e Seicento'. E ancora nel 1997 ha vinto il premio Nicoletta Quinto della Fondazione Premio internazionale Galileo Galilei di Pisa. Inoltre ha lavorato e vissuto a lungo in Italia, in particolare a Firenze, dove dal 1994 al 2001 è stato borsista e ricercatore presso il Deutsches Kunstshistorisches Institut.


Ora lo attende il lavoro della vita: è il nuovo responsabile della celebre collezione di dipinti degli Uffizi a Firenze. Ed ha già fissato i suoi obiettivi.

È nervoso da primo direttore straniero degli Uffizi?

"La Galleria degli Uffizi è uno dei più famosi musei del mondo, tanto che uno non si immagina nemmeno di lavorare lì. Confesso -dice alla Dpa- che mi sono tremate le mani dalla gioia quando il ministro Franceschini mi ha chiamato. Certo, è una grande responsabilità, una grande sfida. Gli Uffizi offrono solo il meglio del meglio. Mi sono anche chiesto perché non avessero preferito prendere un direttore italiano per guidare il museo numero uno del Paese".

Pensa di avere problemi da tedesco alla guida di un museo iperitaliano?

"No, penso che non sia un problema. Ho sempre vissuto e lavorato a Firenze. Dagli anni '90 ci sono stato moltissimo. Ho anche una panoramica delle altre strutture in Italia e buoni contatti. Fra l'altro conosco bene il mio predecessore agli Uffizi, Antonio Natali. È stato uno dei primi a chiamarmi appena appresa la notizia della nomina. Natali ha fatto un lavoro fantastico. Ed io ho intenzione di continuare il suo lavoro".

Ma il ministro Franceschini vuole riformare i musei pubblici. Quali sono i suoi obiettivi per gli Uffizi?

"I dettagli sono ancora in discussione e verranno decisi in stretta collaborazione con il Ministero. Il mio principale punto di partenza è l'esperienza della visita al museo. Due ore di attesa in fila prima di entrare nel museo non sono l'ideale. L'edificio non è adatto per il turismo di massa. Questo aspetto può essere migliorato con la tecnologia moderna. Ad esempio, con le prenotazioni online dei biglietti e l'acquisto anche attraverso gli smartphone. Occorre poi gestire meglio e migliorare il flusso delle visite di gruppo. Ci dovrebbero essere audioguide in diverse lingue. Tenendo presente il grande aumento dei visitatori provenienti dalla Cina, per i quali ci devono essere offerte adeguate".

Pensa di affittare occasionalmente per eventi privati alcuni spazi del museo?

"Questo è un modello che viene applicato in molti musei internazionali. Ci sono stanze della Galleria degli Uffizi, che sono così iconiche che non possono essere affittate. Ma altre potrebbero essere utilizzate per scopi privati. Ma se verranno affittate non lo saranno a buon mercato. Su questa questione io porto con me l'esperienza fatta negli Usa. Sulla stampa italiana vedo che si sta ancora discutendo. Ma naturalmente non organizzeremo concerti rock agli Uffizi".

Si metterà in contatto con gli altri nuovi direttori scelti dal Mibact?

"Ci incontreremo presto per discutere strategie comuni. Non sarebbe un vantaggio se un museo si organizzasse in un modo ed altri in un altro. Inoltre vorremmo cooperare con altri musei internazionali. E posso immaginare opportunità interessanti di collaborazione con la Germania".



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