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'Arte in Moda' alla Gnam

CULTURA
'Arte in Moda' alla Gnam

Quadro di Klimt e abito di Ken Scott (dal volume "Arte in Moda" di Stefania Macioce)

L'appuntamento alla Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Roma, stavolta non era dedicato solo a studiosi d'arte, critici e giornalisti, ma anche a creatori di moda, couturier e fashion victim. La presentazione del volume di Stefania Macioce, "Arte in Moda, giochi d'ispirazione" appena edito da Logart Press, ha coinvolto infatti trasversalmente diversi generi di pubblico.

Docente di Storia dell'Arte moderna all'Università La Sapienza di Roma, studiosa di Caravaggio e arte seicentesca, Macioce si è dedicata -nel suo nuovo saggio- al binomio felice tra creatività e industria italiana, l'arte e la moda, raccontandone le reciproche influenze. Che cosa accade, insomma, quando è la moda a diventare arte e l’arte a interessarsi alla moda e alle sue produzioni.

"Una separazione, quella tra arte e moda -spiega Macioce all'Adnkronos- sempre più labile, soprattutto se entrambe, oltre ad essere terreno di creatività, sono sinonimo di lusso". L'analisi della studiosa perciò è insieme storica, sociologica e antropologica, supportata da un ricco apparato iconografico di 120 fotografie a colori e 80 in bianco e nero.

Del resto la moda made in Italy ha conquistato una leadership mondiale, realizzando nel 2017 ricavi per oltre 94 miliardi di euro, di cui 61,8 destinati al mercato straniero, con una crescita dell’export del 5,2 per cento. "Il merito di questo successo è in gran parte degli stilisti -sostiene Macioce- i quali spesso, in modo sistematico o intuitivo, hanno saputo ispirarsi a un immenso patrimonio artistico, trasformandolo dall’interno e restituendo, a loro volta, nuove produzioni d’arte".

A presentare il volume con l'autrice il brand designer Antonio Romano, e il maestro di moda Roberto Capucci, mentre il professor Claudio Strinati, storico dell'arte, e Santo Versace, imprenditore di moda, hanno mandato un video messaggio. Nel volume -hanno ricordato- non mancano profili a tuttotondo degli stilisti che con maggior talento hanno interpretato l’arte nella e della moda. Da Ken Scott (artista divenuto stilista) a Coco Chanel, da Balenciaga a Gianni Versace e Roberto Capucci, i cui abiti-scultura sono esposti nei musei più prestigiosi del mondo.

A proposito di musei, infine, è interessante anche la ricostruzione del rapporto moda-arte attraverso i luoghi, come la celebre sfilata di Ferragamo al Louvre nel giugno 2012 e la creazione, nell’ultimo decennio, di numerose Fondazioni di moda per l’arte contemporanea, a loro volta occasione di eventi collaterali (quali premiazioni e nascita di spazi alternativi). Per concludere Macioce dedica una ricognizione accurata anche agli apparati pubblicitari di cui l’universo della moda si avvale, dalle vetrine alle immagini promozionali, all'ampio campo delle rivista.

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