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A Cortina inno alla vita con 'Madre Natura' di Alessandro Galanti

CULTURA
A Cortina inno alla vita con 'Madre Natura' di Alessandro Galanti

Nasce, si evolve e sviluppa dalle radici di un albero la figura di donna, sinuosa e sensuale, che Alessandro Galanti, ha voluto rappresentare come “Madre Natura”, nella scultura collocata nella rinomata “piazzetta Kraler” a Cortina che sarà inaugurata, con il patrocinio delle Autorità e delle Istituzioni locali, sabato 8 dicembre, alle 18.

Una figura di donna con le mani giunte verso il cielo in metallo placcato oro montata su un ceppo di abete rosso sradicato durante l’ultima alluvione nel bellunese che, apparentemente imprigionata nell'albero ma "è invece parte di esso. Vive in ogni forma di natura e da essa emerge", spiega all'Adnkronos lo scultore che ha voluto così "mandare un segnale al mondo: madre natura ha regole che vanno seguite. Tanto benevola tanto distruttiva, ma ogni volta che distrugge insegna per cui benevola comunque", dice Galanti. Un inno alla vita e al non arrendersi di fronte alle sofferenze: un invito a rispettare la natura in tutte le sue forme.

"Nel corso della realizzazione - spiega ancora l'artista - ho sviluppato il 90% dell’idea iniziale cioè la bellezza e la sua sensualità. Ho voluto però rappresentarla con una mano rivolta al cielo (quasi ad accostarla ad una entità divina), mentre l’altra è tesa all’uomo come per dire 'uomo io ti offro ciò che di meraviglioso faccio per te, ma allo stesso tempo chiedo rispetto'". Da qui il monito affinché, attraverso il rispetto della natura e delle sue leggi, tragedie come le alluvioni recenti che hanno devastato il Veneto possano evitarsi.

L’artista, riconosciuto per le sue opere di denuncia sociale, è stato protagonista dell’esposizione senza precedenti a Palazzo Madama con l’opera “Omaggio ad Ilenia”, in occasione della giornata internazionale dell’Onu contro la violenza sulle donne. Nella stessa occasione sarà presentato per la prima volta assoluta in Italia da Franz Kraler, il progetto elettro-classico internazionale, del produttore, compositore e artista di Berlino, Andy Leomar.

Sette giovani virtuosi ribelli tra violinisti, violoncellisti e pianisti provenienti da tutto il mondo contaminano la musica classica con quella elettronica, rivisitando “le quattro stagioni” di Vivaldi in chiave funk and groove e affinando il grande successo di Robin Schulz “Prayer in C” in un pop sinfonico spumeggiante. Il fil rouge tra i Symphoniacs, l’artista Alessandro Galanti e la realtà del lusso Kraler è la classicità reinterpretata in chiave moderna.

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