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Iraq: curdi e arabi, la difficile convivenza nelle zone liberate dall'Is

24 febbraio 2015 | 10.57
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I curdi e i miliziani sciiti hanno aumentato la loro autorità nelle zone conquistate dai jihadisti nel nord ovest, mandando via i sunniti e cambiando la demografia di alcune aree.

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Hanno liberato dallo Stato Islamico (Is) i villaggi nel nord ovest dell'Iraq e ora, che la guerra ai jihadisti è ancora in corso, stanno espandendo la loro autorità rispetto agli arabi. Sono i curdi, che con i peshmerga stanno svolgendo un ruolo chiave sul terreno nella lotta contro i miliziani di al-Baghdadi in Siria e in Iraq. Qui, tra l'altro, si sta assistendo a una modifica della demografia rispetto al periodo precedente l'invasione dell'Is, iniziata a giugno. Anche perché le milizie sciite pro governative stanno mandando via i sunniti, che accusano di essere sostenitori dell'Is.

In alcuni villaggi del nord ovest la vita sta lentamente tornando alla normalità, ma non i rapporti tra arabi e curdi nelle città miste. Dove un tempo l'autorità riconosciuta era quella del governo centrale di Baghdad, nelle zone storicamente contese dai curdi si assiste ora a una loro espansione politica. In alcune città, come Zumar nel nord ovest, sui muri delle case sono apparse scritte come ''riservato ai curdi'' o ''casa curda''. I curdi che sono rientrati, e che hanno trovato distrutte le proprie abitazioni, hanno preso possesso di quelle degli arabi, alcuni dei quali accusati di aver aiutato l'Is.

''Sia che gli arabi tornino, sia che non lo faccio, ora l'autorità spetta ai curdi. Ma personalmente non vorrei che tornassero - ha detto al Guardian un cittadino curdo, Mohammad Abdulrahman - Tra noi non c'è più fiducia. Hanno preso i nostri beni, hanno distrutto le nostre case''. Kamal Majid, curdo sposato con una donna araba, spera invece che gli arabi che non hanno sostenuto l'Is possano tornare in città e che non abbiano problemi con i curdi. ''Anche se in passato ci sono stati alcuni problemi tra arabi e curdi, hanno vissuto insieme abbastanza in armonia'', ha spiegato.

In Iraq ci sono poi intere cittadine e villaggi conquistati da milizie sciite dalle mani dell'Is dopo che erano stati abbandonati dai residenti sunniti. In un recente rapporto Human Rights Watch ha condannato gli abusi commessi dalle milizie sciite che hanno costretto gli arabi sunniti ad abbandonare le loro città e villaggi, provocando un cambiamento demografico nelle provincie di Diyala e Salahaddin. ''I civili iracheni sono stati colpiti dall'Is e poi dalle milizie pro governative nelle zone che queste hanno conquistato dall'Is. Con il governo che risponde con arresti arbitrari ed esecuzioni, i residenti non sanno a chi rivolgersi per ottenere protezione'', si legge nel documento.

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