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"Curva in discesa, conta trend e non singolo dato"

05 maggio 2020 | 19.22
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Il commento di Carlo Signorelli, docente di Igiene all'Università Vita Salute San Raffaele di Milano, ai dati diffusi oggi dalla Protezione Civile: "Numeri dei prossimi 15 giorni effetti finali del lockdown". E gli effetti dell'apertura si vedranno "dal 19 maggio"

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Afp

La curva dell'epidemia da coronavirus "conferma la sua discesa e conferma il trend delle settimane precedenti. Come sempre non guardiamo il dato 'di giornata', ma la tendenza. Ieri i numeri dei decessi erano scesi molto, oggi sono un po' risaliti. Ma complessivamente il calo è oggettivo, anche se abbiamo alcune situazioni regionali da tenere sotto osservazione". E' il commento di Carlo Signorelli, docente di Igiene all'Università Vita Salute San Raffaele di Milano, ai dati diffusi oggi dalla Protezione Civile che indicano, in generale, una riduzione del numero dei positivi, un calo dei ricoverati in terapia intensiva, ma un aumento dei decessi.

I numeri dei decessi, inoltre, "dipendono dalle notifiche", ricorda Signorelli all'Adnkronos Salute. "E in tutti i flussi c'è un po' di ritardo. Questi sono i numeri, da qui ai prossimi 15 giorni, che noi terremo presenti come effetti finali del lockdown". I numeri dell'epidemia di oggi, precisa Signorelli, "non hanno nulla a che vedere con la fase 2. Sono dati, come lo saranno quelli delle prossime due settimane, che si riferiscono ancora al lockdown". Gli effetti della riapertura, spiega all'Adnkronos Salute, "potremmo vederli solo dal 14-15mo giorno dopo la ripartenza, vale a dire dal 19 maggio". E "quando valuteremo la fase 2 dovremmo tenere da conto il numero di tamponi fatti. Con un numero maggiore di tamponi possono essere individuati più positivi senza che questo significhi un'impennata dell'epidemia".

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