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Professioni: da cieli a consulenti viaggi, nuova vita per assistenti volo

12 ottobre 2015 | 10.41
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Dopo aver viaggiato molto, ora fanno viaggiare gli altri. E' la storia che hanno in comune molti consulenti per viaggiare. Come alcuni operatori di CartOrange, la più grande azienda di consulenti per viaggiare, che, dopo un passato come assistenti di volo, hanno deciso di mettere a frutto l’esperienza macinata in migliaia di chilometri in tutto il mondo per realizzare viaggi su misura per i clienti.

"Tra i nostri consulenti di viaggio -spiega Renato Valenti, responsabile Formazione di CartOrange- una delle ex professioni più gettonate è senza dubbio quella degli assistenti di volo. Sono sempre di più gli steward e le hostess che decidono, di solito dopo aver trascorso anni a volare, di tornare con i piedi per terra. La nostra è una professione che in molti decidono di intraprendere, per motivazioni diverse".

Questo trascorso professionale, tuttavia, non è una condizione necessaria per diventare consulente di viaggio: "Un’esperienza nel settore dei viaggi non è un requisito fondamentale. Alle persone che selezioniamo forniamo la formazione necessaria per imparare le basi di questa professione grazie alla nostra Travel Academy", aggiunge Renato Valenti.

Attualmente, CartOrange cerca 200 consulenti in tutta Italia. In particolare, 14 per il Piemonte, 19 in Veneto, 11 in Liguria, 14 in Toscana, 22 in Lazio, 18 in Puglia, 15 in Campania, 18 in Emilia Romagna, 24 in Lombardia e gli altri 45 nel resto d’Italia. La passione per i viaggi è sicuramente un punto in comune tra l’assistente di volo e il consulente di viaggio. Anche se per passare da una professione all’altra serve anche altro, come spiega Wainer Lorenzi, 37 anni, di Gallarate (Varese), consulente viaggi CartOrange da 12 anni e per 14 anni assistente di volo: "Un viaggiatore sa descrivere ed emozionare, ma non possiede gli strumenti necessari per diventare consulente di viaggio".

"In CartOrange -sostiene- grazie alla Travel Academy che si occupa di formazione, è possibile imparare tutti i segreti di questa professione. Grazie a viaggi frequenti e ricorrenti nelle stesse mete, ho potuto provare in prima persona alberghi e servizi, arrivando così a conoscere le località in modo diverso rispetto al turista che sta in un posto solo per una o due settimane". Uno dei motivi principali che spingono un assistente di volo a cambiare lavoro è la famiglia, come è successo a Jessica Sardella, 42 anni, di Roma, da 4 in CartOrange e per 10 anni assistente di volo: "Ho deciso di cambiare lavoro poco dopo essermi sposata, visto che avevo esigenze poco compatibili con una professione dove si è molto spesso fuori casa. Non mi piaceva l’idea di avere orari fissi e ben definiti, sono abituata alla flessibilità e per questo il lavoro con CartOrange come consulente di viaggio mi è subito piaciuto".

"Inoltre -sottolinea- ho potuto mettere a frutto quanto imparato nella precedente esperienza lavorativa: tornare più volte negli stessi posti mi ha permesso di scoprire posti al di fuori dai tradizionali circuiti turistici. Dall’esperienza come assistente di volo, ho imparato l’importanza del sorriso: credo che questo, insieme a preparazione e precisione, possa davvero fare la differenza". Wainer e Jessica oggi sono consulenti a tempo pieno, soddisfatti della propria scelta: "Costruire esperienze personalizzate, utilizzando anche la propria esperienza personale e non solo quello che c’è scritto sui depliant, è decisamente appagante. E poi anche in questo lavoro, se si fa con passione e impegno, ci sono possibilità di viaggiare grazie ai viaggi incentive organizzati dall’azienda, tour operator ed enti del turismo".

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