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Da Euro 1 a Euro 6: guida alla classe ambientale

24 marzo 2017 | 08.40
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Immagine di repertorio (FOTOGRAMMA) - FOTOGRAMMA

a cura della redazione web

Con il blocco delle auto previsto a Roma domenica prossima, saranno molti i veicoli (auto e moto) che dovranno tenere spento il motore. Tra le categorie esentate dalle restrizioni rientrano i veicoli elettrici e ibridi, quelli a metano e a gpl, gli autoveicoli 'Euro 6' (diesel e benzina), i ciclomotori a 2 ruote con motore 4 tempi 'Euro 2' e i i motocicli a 4 tempi 'Euro 3'.

Si tratta di classi ambientali (categoria Euro) regolate dalla comunità europea. Dal 1991, ricorda il portale 'arpae.it', l'Europa ha emanato una serie di direttive per regolamentare le emissioni di inquinanti da parte dei veicoli; in base a queste direttive sono state individuate diverse categorie di appartenenza.

I riferimenti che indicano quale normativa Euro è stata rispettata dalla casa costruttrice sono presenti nella carta di circolazione del veicolo, dove (in quelle vecchio tipo) è possibile trovare l'indicazione di riferimento in basso nel riquadro 2; mentre su quella di nuovo tipo (formato A4) l'indicazione è riportata alla lettera V.9 del riquadro 2 ed è spesso integrata con un'ulteriore specifica nel riquadro 3.

Al momento le norme Euro sono 6:

Pre-Euro: indica i veicoli non catalizzati a benzina e i veicoli non ecodiesel (non conformi, cioè, ad Euro 1). Se la carta di circolazione è interamente compilata a mano, secondo procedure in vigore fino al 1978, si tratta sicuramente di un veicolo 'pre-Euro1'.

Euro 1: indica le autovetture conformi alla Direttiva 91/441 o i 'veicoli commerciali leggeri' conformi alla direttiva 93/59. La normativa ha obbligato nel 1993 le case costruttrici ad adottare la marmitta catalitica e l'alimentazione a iniezione. Tutte le auto immatricolate dopo l'1gennaio 1993 sono almeno Euro 1. Alcune automobili, seppur immatricolate prima di tale data rispettano comunque la normativa Euro 1, per cui è opportuno controllare sempre il libretto di circolazione.

Per i veicoli nuovi immatricolati prima del 1992, quando non è annotata sulla carta la dicitura 'rispetta la direttiva CEE n.91/441' si consiglia di prendere contatto con la Motorizzazione Civile per ottenere i relativi chiarimenti.

Euro 2: indica le autovetture conformi alla direttiva 94/12 o i 'veicoli commerciali leggeri' conformi alla direttiva 96/69. La normativa ha obbligato nel 1996 le case costruttrici ad una maggiore riduzione delle emissioni inquinanti anche per i motori diesel.

Euro 3: indica i veicoli conformi alla direttiva 98/69. La normativa ha obbligato dall'1 gennaio 2001 le case costruttrici a installare di un sistema chiamato Eobd, che riduce le emissioni. Alcune auto potrebbero essere state immatricolate nel 2001 ma fabbricate nel 2000 e quindi prive di Euro 3; alcune case costruttrici hanno anticipato l'obbligo per cui ci sono dei veicoli immatricolati prima del 2001 che rispettano l'Euro 3.

Euro 4: indica i veicoli conformi alla direttiva 98/69B. Tale normativa è obbligatoria dall'1 gennaio 2006 e impone un'ulteriore riduzione delle emissioni inquinanti.

Euro 5: prevede che a partire dall'1 settembre 2009 vengano omologate solo vetture che rispondo a livelli di emissione ancora minori rispetto alla precedenti normative.

Euro 6: questa norma è in vigore dall'1 settembre 2014 per le omologazioni di nuovi modelli, mentre è obbligatoria dall'1 settembre 2015 per tutte le vetture di nuova immatricolazione. Rientrano nella normativa Euro 6 anche i motori ibridi a energia elettrica oppure con motore completamente elettrico.

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