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Musica estiva

Da 'pinne, fucile e occhiali' al 'mismo sol', non c'è vacanza senza tormentone

02 agosto 2015 | 16.05
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Jovanotti

Non c'è estate senza il suo tormentone: con l'arrivo della bella stagione, tornano ogni anno, immancabili, quelle canzoni che inevitabilmente diventano la colonna sonora delle vacanze. Ritornelli orecchiabili, ritmi frizzanti e ballabili, motivetti 'furbi' capaci di entrare subito in testa: queste le caratteristiche imprescindibili di ogni tormentone che si rispetti. Ma quali sono i tormentoni dell’estate 2015? "Quest'anno - spiega all'Adnkronos Dario Salvatori, critico musicale, giornalista e conduttore radiofonico - sicuramente a vincere sul tormentone è Jovanotti il quale, essendo furbo, ha lavorato a partire dal titolo 'L'estate addosso'".

"Un titolo che sembra un romanzo di Bianciardi, ma nasconde anche un pezzo vintage. Insomma - sostiene Salvatori- ha tutti gli ingredienti del tormentone, che appunto deve essere furbo, astuto, cinico qualche volta. In corsa, quest'estate, c'è sicuramente Alvaro Soler con il 'Mismo Sol' che è la metafora di tutti i tormentoni del passato. Quelli che per tanti anni con il loro ritmo spagnoleggiante, legato ai balli di gruppo, dalla macarena alla lambada, hanno funzionato benissimo. Da segnalare anche Clementino, che ha ripreso 'Calimba de luna' di Tony Esposito, vincitore del disco per l'estate nell'84. Quindi dopo oltre 30 anni, un tormentone che ritorna!".

"Poi - prosegue il critico musicale - ci sono anche i tormentoni 'a loro insaputa', come Nek che ha cantato a Sanremo 'Che telefonando', che quest'anno compie 50 anni. Un pezzo lanciato in inverno ma che di fatto, quest'estate, è fra i primi 10 pezzi più trasmessi nelle radio".

Salvatori, vero tormentone rimasto nella storia è 'Vamos a la playa'

"Il tormentone - prosegue Dario Salvatori - si lega a un'esigenza estiva che ormai non pratichiamo più, cioè la villeggiatura: nasce, vive e vegeta sulla lunga vacanza, perché racconta gli amori, le delusioni e le storie legate alla lunga estate di tanti anni fa, completamente diversa da quella di oggi".

"I tormentoni storici sono legati alla musica leggera italiana che vendeva milioni di copie: da Edoardo Vianello di 'pinne, fucile e occhiali' a Nico Fidenco, a Jimmy Fontana. Oggi con le vacanze 'mordi e fuggi', non avrebbe più motivo di esistere, ma siccome anche quella del tormentone è un'industria - sostiene - ci si è adeguati ed è diventato, anch'esso, mordi e fuggi".

Ma per Salvatori, "il tormentone propriamente detto rimasto nella storia" è "'Vamos a a Playa' del 1983, perchè contiene gli elementi storici del tormentone, nel senso che poteva essere un pezzo degli anni '60 ma era al tempo stesso fortemente tecnologico per quegli anni. E poi presentava due tizi mai visti e conosciuti che, per quell'estate dei rombanti anni '80 appena cominciati, erano perfetti".

La storica, nel boom economico la 'villeggiatura' per tutti, da celebrare con ritmi leggeri

Divenuto un vero e proprio fenomeno di costume, il tormentone estivo ha radici lontane nel tempo, e nasce in un momento ben preciso della storia d’Italia. "Il genere musicale balneare legato all'intrattenimento si può far risalire alla fine degli anni '50, quando l'Italia è travolta del miracolo economico - spiega all'Adnkronos Marilisa Merolla, docente di storia contemporanea e delle Comunicazioni di massa alla Sapienza di Roma - quando nel nostro Paese irrompe la voglia di divertimento e soprattutto di scrollarsi di dosso un lungo e sofferto dopoguerra".

Ma cosa rappresenta la musica leggera in questo contesto? "Sull'onda del boom economico - spiega ancora Merolla - la villeggiatura diventa un fenomeno di massa, non più solo le classi agiate o la borghesia, ma tutti, anche il proletariato, hanno diritto alle due settimane della cosiddetta villeggiatura che ci celebra attraverso i ritmi leggeri dell'ondata americana, l'american way of life. Nasce quindi un genere musicale balneare, legato a tematiche dell'amore, alla motorizzazione, si raccontano le vacanze, ma c'è anche il desiderio di bruciare tutte le tappe, per cui i baci diventano 24mila, e c'è un consumo di massa anche dei sentimenti", raccontanti con altrettanti ritmi leggeri.

Insomma, tra voglia di divertimento e di leggerezza nel godersi le ferie senza pensare al rientro in città e al lavoro, il tormentone è riuscito a incarnare nel corso degli anni i cambiamenti della nostra società, raccontando chi siamo e chi siamo diventati.

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