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Saldi: da prove a cambi in 5 punti vademecum di Federmoda

02 luglio 2014 | 13.51
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Sul territorio promosse iniziative di trasparenza.

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"Cambi, prova dei capi, pagamenti, prodotti in vendita e indicazione del prezzo. Sono questi i cinque principi di base da seguire per gli acquisti in saldo". Lo dice a Labitalia la Federazione moda Italia - Confcommercio che promuove, unitamente alle associazioni dei consumatori, sull'intero territorio nazionale, iniziative di trasparenza come 'Saldi chiari', 'Saldi trasparenti' e 'Saldi tranquilli'.

Si parte con 'Cambi', ovvero con la possibilità di cambiare il capo dopo che lo si è acquistato. "Un'opzione generalmente lasciata -avverte Federmoda- alla discrezionalità del negoziante, a meno che il prodotto non sia danneggiato o non conforme. In questo caso, scatta l'obbligo per il negoziante della riparazione o della sostituzione del capo e, nel caso ciò risulti impossibile, la riduzione o la restituzione del prezzo pagato. Il compratore è però tenuto a denunciare il vizio del capo entro due mesi dalla data della scoperta del difetto".

"La 'prova dei capi' -continua- non è obbligatoria: è rimesso, infatti, alla discrezionalità del negoziante. Riguardo poi ai 'Pagamenti', le carte di credito devono essere accettate da parte del negoziante qualora sia esposto nel punto vendita l'adesivo che attesta la relativa convenzione. E' previsto l'obbligo di accettazione dei pagamenti tramite pos (bancomat-carte di debito) sopra i 30 euro".

"I capi che vengono proposti in saldo -suggerisce Federmoda- devono avere carattere stagionale o di moda ed essere suscettibili di notevole deprezzamento se non venduti entro un certo periodo di tempo. Tuttavia, nulla vieta di porre in vendita anche capi appartenenti non alla stagione in corso. C'è, inoltre, l'obbligo del negoziante di indicare il prezzo normale di vendita, lo sconto e il prezzo finale".

Tra le diverse iniziative messe in campo da Federmoda, figura 'Saldi chiari' realizzata da FederModaMilano, unitamente a diverse associazioni dei consumatori come Comitato consumatori altro consumo, Associazione consumatori uniti,, Unione nazionale consumatori, Federconsumatori e Adoc. L'adesione a 'Saldi chiari', da parte degli operatori commerciali, comporta l'osservanza di semplici regole che comprendono anche i cinque principi base.

Il controllo della corretta osservanza del decalogo 'Saldi chiari' è demandata a un apposito 'Osservatorio' costituito fra le organizzazioni sindacali dei commercianti, le organizzazioni dei consumatori e con la partecipazione di un rappresentante dell'amministrazione comunale. L'Osservatorio, qualora riscontrasse irregolarità da parte dell'operatore commerciale aderente, potrà inibire all'operatore stesso la possibilità di esposizione del materiale pubblicitario relativo all'operazione in questione ed escludere l'azienda dal circuito "Saldi Chiari". Eventuali contenziosi fra consumatori e imprese aderenti al saranno, invece, esaminati e giudicati dallo sportello di conciliazione istituito presso la Camera di commercio di Milano.

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